From Medea – spettacolo sovratitolato

Pubblicato nella categoria Comunicati stampa, Disabilità, Terzo Settore domenica 7 marzo 2010

E’ passato meno di un anno dalla prima esperienza italiana di teatro accessibile anche  alle persone sorde, svoltasi al Teatro Brancaccio di Roma e l’Associazione Li.Fra, fondata da due giovani attori, Lisa Girelli e Francesco Montingelli, ritorna e propone  di nuovo nella capitale Il teatro oltre il silenzio che attraverso l’impiego di tecnologie innovative ed avanzatissime per la sovratitolazione, inclusa nel contesto e nella cornice scenografica, arricchiscono il contenuto artistico dello spettacolo favorendone contemporaneamente la fruizione a quanti incontrano continuamente, negli atti quotidiani della vita,  barriere della comunicazione e barriere culturali.locandina_from_medea
Un’attività promozionale dunque di inclusione sociale, sottotitoli inclusi: un vero teatro per tutti, realizzato attraverso tre videowall, affiancati sulla scena, su cui appaiono i sottotitoli ben disposti per forma, colore, contrasto, nitidezza e congruenza scenografica. Attività che si concretizzerà  8 e  9 marzo, alle ore 21 nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica  di Roma in viale P. de Coubertin, dove andrà in scena l’atto unico from Medea di Grazia Verasani, poliedrica sceneggiatrice bolognese. Dalla collaborazione continua e dallo scambio di esperienze, è nata una forma di sodalizio tra Li.Fra e Fiadda che ha consentito a ciascuno un costante arricchimento ed una evoluzione verso forme e linguaggi artistici più adeguati  ed accessibili. Grazie alla conoscenza e frequentazione delle persone sorde sono apparse chiari agli artefici della rappresentazione teatrale, le specificità  comunicative di chi, nato o divenuto sordo nei primi anni di vita, ha dovuto conquistare con impegno costante l’acquisizione della lingua parlata e scritta, una buona competenza linguistica. Un teatro per andare quindi oltre il silenzio, oltre le parole, oltre i pregiudizi, le paure, le discriminazioni, i limiti, liberi e consapevoli di accettare questa, come altre condizioni umane, e affrontare la vita con le stesse aspirazioni e aspettative di qualunque altra persona”.Un teatro che continua ad entusiasmare ed appassionare un vasto pubblico incluse le persone sorde e le loro famiglie.
L’associazione nazionale Fiadda, da circa quaranta anni, si occupa di inclusione scolastica, sociale e lavorativa delle persone sorde, ovvero della loro promozione sociale. Si dedica ad attività di sostegno e ricerche in tutti quegli ambiti che afferiscono alla problematica propria della sordità. Particolare rilievo ricoprono in tal senso tutte le innovazioni tecnologiche utili all’abbattimento delle barriere della comunicazione e della percezione , non solo a teatro, ma anche a cinema, televisione, luoghi del tempo libero,aule scolastiche ed universitarie, musei e sedi di convegno. Tutti luoghi e momenti, se resi accessibili,  in cui una persona sorda può vedere ricompensato l’impegno profuso nel proprio percorso di vita per acquisire la necessaria competenza linguistica e porsi di fatto nella condizione migliore di comunicazione interpersonale. E’ proprio dal precoce intervento diagnostico, protesico ed abilitativo che bisogna far partire il progetto di vita di un bambino che nasce sordo, oggi più che mai, per potere utilizzare tutto quanto la tecnologia, la ricerca  e le tecniche abilitative- logopediche consentono, a cominciare dal probabile recupero di capacità percettiva uditiva.
In coerenza con questi obiettivi la Fiadda continuerà a collaborare con l’associazione Li.Fra in tutte le città in cui presenterà l’atto unico From Medea, a cominciare proprio dagli spettacoli di imminente programmazione nei teatri della Lombardia in cui le sezioni territoriali  Fiadda stanno dando la più ampia adesione.
E’ auspicio condiviso da tutti che il Teatro oltre il silenzio della L.iFra abbia la giusta diffusione, il giusto riconoscimento del valore culturale che reca e possa rappresentare solo uno dei  primi passi di un lungo cammino.
E’ passato meno di un anno dalla prima esperienza italiana di teatro accessibile anche  alle persone sorde, svoltasi al Teatro Brancaccio di Roma e l’Associazione Li.Fra, fondata da due giovani attori, Lisa Girelli e Francesco Montingelli, ritorna e propone  di nuovo nella capitale Il teatro oltre il silenzio che attraverso l’impiego di tecnologie innovative ed avanzatissime per la sovratitolazione, inclusa nel contesto e nella cornice scenografica, arricchiscono il contenuto artistico dello spettacolo favorendone contemporaneamente la fruizione a quanti incontrano continuamente, negli atti quotidiani della vita,  barriere della comunicazione e barriere culturali.

Un’attività promozionale dunque di inclusione sociale, sottotitoli inclusi: un vero teatro per tutti, realizzato attraverso tre videowall, affiancati sulla scena, su cui appaiono i sottotitoli ben disposti per forma, colore, contrasto, nitidezza e congruenza scenografica. Attività che si concretizzerà  8 e  9 marzo, alle ore 21 nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica  di Roma in viale P. de Coubertin, dove andrà in scena l’atto unico from Medea di Grazia Verasani, poliedrica sceneggiatrice bolognese. Dalla collaborazione continua e dallo scambio di esperienze, è nata una forma di sodalizio tra Li.Fra e Fiadda che ha consentito a ciascuno un costante arricchimento ed una evoluzione verso forme e linguaggi artistici più adeguati  ed accessibili. Grazie alla conoscenza e frequentazione delle persone sorde sono apparse chiari agli artefici della rappresentazione teatrale, le specificità  comunicative di chi, nato o divenuto sordo nei primi anni di vita, ha dovuto conquistare con impegno costante l’acquisizione della lingua parlata e scritta, una buona competenza linguistica. Un teatro per andare quindi oltre il silenzio, oltre le parole, oltre i pregiudizi, le paure, le discriminazioni, i limiti, liberi e consapevoli di accettare questa, come altre condizioni umane, e affrontare la vita con le stesse aspirazioni e aspettative di qualunque altra persona”.Un teatro che continua ad entusiasmare ed appassionare un vasto pubblico incluse le persone sorde e le loro famiglie.

L’associazione nazionale Fiadda, da circa quaranta anni, si occupa di inclusione scolastica, sociale e lavorativa delle persone sorde, ovvero della loro promozione sociale. Si dedica ad attività di sostegno e ricerche in tutti quegli ambiti che afferiscono alla problematica propria della sordità. Particolare rilievo ricoprono in tal senso tutte le innovazioni tecnologiche utili all’abbattimento delle barriere della comunicazione e della percezione , non solo a teatro, ma anche a cinema, televisione, luoghi del tempo libero,aule scolastiche ed universitarie, musei e sedi di convegno. Tutti luoghi e momenti, se resi accessibili,  in cui una persona sorda può vedere ricompensato l’impegno profuso nel proprio percorso di vita per acquisire la necessaria competenza linguistica e porsi di fatto nella condizione migliore di comunicazione interpersonale. E’ proprio dal precoce intervento diagnostico, protesico ed abilitativo che bisogna far partire il progetto di vita di un bambino che nasce sordo, oggi più che mai, per potere utilizzare tutto quanto la tecnologia, la ricerca  e le tecniche abilitative- logopediche consentono, a cominciare dal probabile recupero di capacità percettiva uditiva.

In coerenza con questi obiettivi la Fiadda continuerà a collaborare con l’associazione Li.Fra in tutte le città in cui presenterà l’atto unico From Medea, a cominciare proprio dagli spettacoli di imminente programmazione nei teatri della Lombardia in cui le sezioni territoriali  Fiadda stanno dando la più ampia adesione.

E’ auspicio condiviso da tutti che il Teatro oltre il silenzio della L.iFra abbia la giusta diffusione, il giusto riconoscimento del valore culturale che reca e possa rappresentare solo uno dei  primi passi di un lungo cammino.

Il Presidente Nazionale

Antonio Cotura


Coordinamento Salviamo il Santa Lucia – videomessaggio

Pubblicato nella categoria Comunicati stampa, Disabilità, Lavoro e Formazione, Sanità venerdì 22 gennaio 2010


Cerchi parcheggio? Vuoi il mio posto?

Pubblicato nella categoria Comunicati stampa mercoledì 6 gennaio 2010

Si è svolta nel centro di Roma, durante le festività natalizie, l’iniziativa “Vuoi il mio posto? Prenditi pure il mio handicap”. L’iniziativa è nata dalla volontà di un gruppo di giovani attivisti impegnati in tema di diritti e da Mario Dany De Luca, Responsabile Nazionale del Dipartimento per il Superamento dell’Handicap nell’Italia dei Valori, per sensibilizzare la cittadinanza al rispetto dei diritti della persona disabile. L’iniziativa, da cui è nato un breve spot, è stata realizzata proprio sotto le festività natalizie, periodo in cui le macchine e la fretta la fanno da padroni, dimenticando quel senso civico e quel rispetto dei diritti che ledono le libertà personali dei disabili. “Troppo spesso – commenta Mario Dany De Luca- i parcheggi sono occupati abusivamente da macchine che, senza titolo, parcheggiano nella sosta riservata ai disabili oppure vengono occupati da chi utilizza in modo improprio il contrassegno. Una provocazione per riaccendere i riflettori sui problemi della viabilità e dell’autonomia della persona disabile ponendo l’attenzione sull’effettiva esigenza di riservare quei posti a chi ne ha veramente diritto. Una piccola battaglia di civiltà, per affrontare grandi temi quali l’indipendenza, l’autonomia e l’autodeterminazione delle persone con handicap, quindi – conclude De Luca – a chi pensa che “appoggiarsi” al parcheggio disabili sia un gesto senza importanza, ricordo che questo non è un privilegio, ma un diritto continuamente violato dal malcostume e dall’assenza di controlli”.


il Valore dell’integrazione: video

Pubblicato nella categoria Comunicati stampa lunedì 14 dicembre 2009

Ecco i video che raccontano la giornata del 3 dicembre e il convegno a cui hanno partecipato centinaia di persone desiderose di contribuire alla formulazione delle politiche nazionali sul tema della disabilità: niente su di noi senza di noi!


L’Agricoltura Sociale: un percorso originale di Welfare locale

Pubblicato nella categoria Cooperazione Sociale giovedì 10 dicembre 2009

L’Agricoltura Sociale è l’insieme delle pratiche che vedono persone provate da diverse forme di svantaggio o disagio trovare nelle attività agricole una chance per dare un significato alla propria esistenza e un senso alle proprie capacità.
Si tratta di percorsi di inclusione lavorativa in aziende agricole e di servizi educativi, terapeutici e riabilitativi erogati mediante l’utilizzo di processi produttivi agricoli o con l’ausilio di animali in aziende agricole o in strutture che, pur non configurandosi come imprese agricole, impiegano risorse rurali nelle loro attività.

Quante sono le fattorie sociali?
Un censimento completo delle fattorie sociali in Italia non è stato mai fatto. A fine 2003 l’ISTAT ha rilevato 471 cooperative sociali di tipo B che svolgono attività agricole finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Tra il 2003 e il 2005 sono diventate 571 con un aumento  del 21 %, un dato in netta controtendenza rispetto a quello delle imprese agricole tout court.
Il ruolo d’inclusione lavorativa svolto dalla cooperazione sociale in agricoltura è molto significativo: oltre 7.100 sono i lavoratori svantaggiati occupati in queste imprese, un’entità pari al 30 % del totale di tali lavoratori che trovano occupazione nel complesso delle cooperative sociali di tipo B. Considerando che l’incidenza in termini di numero di imprese è inferiore, emerge come le cooperative sociali agricole includano in media un numero maggiore di soggetti rispetto al resto della cooperazione sociale di inserimento lavorativo. Le tipologie di svantaggio presenti sono varie. Le cooperative sociali agricole tendono, rispetto al complesso della cooperazione sociale, a coinvolgere lavoratori con tipologie di svantaggio a maggior rischio di esclusione sociale, come i pazienti psichiatrici, i detenuti, gli ex detenuti e i tossicodipendenti. Sono soprattutto questi soggetti a mostrare interesse all’Agricoltura Sociale poiché, mediante il contatto con le piante e con gli animali e il coinvolgimento nelle attività agricole, essi riscoprono la loro potenzialità interiore e il senso di responsabilità individuale che permettono di ritrovare un equilibrio motivazionale e relazionale.
Altri soggetti interessati sono poi coloro che provengono anch’essi da ambiti lontani dall’agricoltura e che trovano le loro motivazioni profonde nel disagio provocato dagli aspetti quantitativi, standardizzati e consumistici dell’attuale modello di sviluppo.
Mostrano, inoltre, attenzione all’Agricoltura Sociale persone che hanno perduto il lavoro in forma continuativa e sicura o che lo mantengono in condizioni precarie e nelle attività agricole trovano un modo per integrare il reddito.
All’ Agricoltura Sociale sono ultimamente sempre più interessati quei produttori agricoli, per lo più “biologici”, che già svolgono attività diversificate nell’ambito dell’agriturismo e dei servizi legati al mondo della scuola. E ad essa incominciano a mostrare attenzione anche altri soggetti agricoli, soprattutto giovani, con redditi misti e in possesso di strutture spesso di piccole dimensioni,  i quali, spinti dalla globalizzazione ad abbandonare modelli produttivi eccessivamente specializzati perché non premiati dai mercati, sono indotti, per integrare il reddito, a sperimentare l’agricoltura ecocompatibile, multifunzionale e di prossimità.

Benessere umano e benessere dell’ecosistema non sono incompatibili

L’Agricoltura Sociale si fonda sull’idea che promuovere stili di vita e modelli di produzione, di investimento e di consumo compatibili con la protezione dell’ambiente, delle risorse e del clima fa bene alle persone perché il benessere umano coincide con il benessere dell’ecosistema.
Si tratta di una concezione del benessere che fa riferimento a modelli sociali e culturali in cui assumono valore le relazioni di senso, le opportunità che permettono alle persone di dare un significato alle cose che fanno e alle loro capacità, la salvaguardia del capitale sociale e dei saperi locali, la riappropriazione del Genius loci come perpetuazione della propria creatività.
E’ una concezione del benessere che si integra con una visione del paesaggio non come mero quadro statico da contemplare, ma come movimento, riscoperta, autocoscienza, formazione della personalità umana.

Le proposte per promuovere l’Agricoltura Sociale
L’Agricoltura Sociale trova il proprio fondamento nei principi dell’art. 44 della nostra Costituzione, che finalizza l’intervento pubblico in agricoltura alla cura della qualità del territorio e al perseguimento della giustizia sociale.
E’ inoltre espressione dell’economia civile che può contribuire direttamente a ridurre le disuguaglianze, sviluppare le capacità delle persone mediante un processo di responsabilizzazione e liberazione e proteggere la natura oltre le politiche redistributive.
Per promuovere iniziative di Agricoltura Sociale bisogna agire in tre direzioni:
1) migliorare le condizioni affinché le persone in difficoltà possano con l’attività agricola dare un senso alle proprie capacità;
2) riconoscere l’Agricoltura Sociale come un’opportunità per migliorare la competitività delle imprese e dei territori rurali;
3) creare un nuovo nesso tra sviluppo, protezione sociale e tutela ambientale nelle aree rurali e nelle aree agricole periurbane e metropolitane.
Si tratta di salvaguardare il pluralismo delle esperienze di Agricoltura Sociale, indipendentemente se ad attivarle sia un’azienda agricola.
Vanno, inoltre, rafforzate le politiche sociali nelle politiche di sviluppo e coesione, integrandole nello sviluppo locale.
Occorre impedire la vendita dei terreni di proprietà pubblica e di quelli confiscati alla mafia  per metterli a disposizione di progetti di utilizzo produttivo per finalità sociali.
Bisogna, infine, individuare modalità di coordinamento delle diverse politiche (sviluppo rurale, ambiente, welfare, sicurezza, istruzione, ecc.) e di coinvolgimento dei soggetti pubblici e privati nella loro definizione, a livello regionale e nazionale.


LA REGIONE RISPETTI GLI IMPEGNI E REINTEGRI IL TAGLIO ALLE PRESTAZIONI SANITARIE

Pubblicato nella categoria Sanità mercoledì 2 dicembre 2009

Il 31 dicembre 1200 disabili pluriminorati saranno dimessi dai centri di riabilitazione presenti nella Regione Lazio, molti dei quali senza alcuna assistenza familiare, con loro oltre 1300 lavoratori degli stessi centri finiranno in mezzo alla strada. Questa drammatica decisione è stata presa dal Comitato di coordinamento dei Centri associati all’ARIS, alla FOAI e alla Fondazione Don Gnocchi, a causa della mancata applicazione degli accordi sottoscritti con la Regione Lazio nel mese di maggio,che ha provocato un ulteriore aggravamento della già enorme criticità finanziaria. “Nonostante l’accordo siglato tra le associazioni e la Regione e le molteplici rassicurazioni pervenute ai Centri, la situazione è tutt’altro che risolta”. – dichiara Mario Dany De Luca, Responsabile Welfare Regionale IDV – “La Regione deve al più presto assumersi le proprie responsabilità, e dar seguito agli impegni presi nei confronti di centinaia di utenti e famiglie, nonché dei lavoratori stessi, reintegrando immediatamente il taglio previsto sulle prestazioni sanitarie. Per troppo tempo” – conclude De Luca – “i Centri hanno manifestato e partecipato a tavoli che, come sta emergendo in più settori, non hanno portato a nessuna soluzione concreta. Così, l’unica certezza è un Natale di lacrime e sangue per migliaia di persone”.


IL VALORE DELL’INTEGRAZIONE: LE PERSONE DISABILI, DIRITTI, RISORSE E PARTECIPAZIONE

Pubblicato nella categoria Agenda sabato 21 novembre 2009
3 dicembre 2009
15:00a19:00

Si svolgerà a Roma, al Centro Congressi Frentani in Via dei Frentani 4 (zona San Lorenzo) dalle 15.00 alle 19.00 (in calce il programma completo).

Nel dibattito, al quale parteciperà anche il Presidente dell’IDV Antonio Di Pietro, verranno affrontate le problematiche legate a quell’immensa periferia sociale che prende il nome di disabilità, le tematiche del sociale e le prospettive per una vera integrazione, con particolare attenzione alla tematica dell’assistenza e dell’inclusione.

Sarà anche l’occasione per presentare la nascita dell’Ufficio delle Politiche per il Superamento dell’Handicap nazionale, diretto da Mario Dany De Luca, all’interno del Dipartimento Welfare nazionale dell’IDV del quale è segretario Maurizio Zipponi.

GIOVEDÌ 3 DICEMBRE 2009
CENTRO CONGRESSI FRENTANI
VIA DEI FRENTANI 4 ROMA
Dalle 15.00 alle 19.00
IL VALORE DELL’INTEGRAZIONE: LE PERSONE DISABILI, DIRITTI, RISORSE E PARTECIPAZIONE
“Nulla su di noi senza di noi”

Presenta:
MAURIZIO ZIPPONI
Responsabile Nazionale IdV Lavoro-Welfare

Introduce
MARIO DANY DE LUCA
Responsabile delle Politiche per il Superamento dell’Handicap del Dipartimento Nazionale IdV Lavoro-Welfare

Conclude
ANTONIO DI PIETRO
Presidente Nazionale dell’Italia dei Valori

Intervengono

PIETRO BARBIERI
Presidente FISH Nazionale (Federazione Superamento Handicap)

IDA COLLU
Presidente Nazionale ENS (Ente Nazionale Sordi)

TOMMASO DANIELE
Presidente Nazionale Forum Italiano sulla Disabilità

GIAMPIERO GRIFFO
Rappresentante Italiano sulla Disabilità EDF (European Disability Forum)

GIULIO NARDONE
Presidente Nazionale Associazione Disabili Visivi

CARLO ROSSETTI
Presidente Onorario AISA Nazionale (Associazione Italiana Sindromi Atassiche)

LUIGIA CIVILI
Lavoratrice Cooperativa Sociale Integrata Capodarco

CARLO DI GIUSTO
Allenatore squadra del S.Lucia di Basket in carrozzina

GIUSEPPE ARDIZZONE SILVANA GIOVANNINI RICCARDO ROSSI
Genitori

TIZIANA SANTONI
Operatrice Sociale

Scarica la brochure del convegno


MANIFESTAZIONE GENITORI E LAVORATORI CLINICA VILLA FULVIA, MARIO DANY DE LUCA PRESIDENTE FORUM REGIONALE SULLE DISABILITA’:  “ AVVIARE PRATICHE PER ACCREDITAMENTO STRUTTURA”.

Pubblicato nella categoria Disabilità, Sanità venerdì 20 novembre 2009

L’iniziativa a cui ho partecipato oggi, organizzata dai genitori e lavoratori di Villa Fulvia, riapre la questione sanità:  investire sul nuovo o rafforzare l’esistente? E’ questo l’interrogativo che i promotori della manifestazione si sono posti. Villa Fulvia – commenta Mario Dany De Luca, Presidente Forum Regionale sulle Disabilità - risponde alle esigenze riabilitative di 400 persone,  di cui 170 bambini, quest’ultimi trasferiti  nella struttura di Via Appia Nuova dopo lo scandalo di “Lady Asl”. Il Centro dopo aver ristrutturato i locali riadattandoli alle esigenze dei più piccoli oggi chiede un accreditamento provvisorio per continuare ad erogare il servizio, ritenuto straordinariamente soddisfacente e per il quale un centinaio di persone hanno manifestato, è un atto di responsabilità politica verso chi ha aiutato la Regione e le famiglie in un momento di grave difficoltà e che oggi vogliono, giustamente, veder riconosciuto il proprio lavoro


Sanità, De Luca (presidente del forum regionale sulle disabilità): fondazione Santa Lucia, passo avanti, presto soluzione definitiva

Pubblicato nella categoria Disabilità giovedì 29 ottobre 2009

Roma, 21 ottobre 2009. Mario Dany De Luca, Presidente del Forum Regionale sulle Disabilità torna a sostenere le ragioni della Fondazione Santa Lucia: “Nell’apprendere l’esito della riunione tra l’IRCCS Santa Lucia e la Regione Lazio, esprimo soddisfazione per il significativo passo in avanti nella vicenda e per aver deciso di istituire un fondo transitorio di accompagnamento in attesa dell’adeguamento delle tariffe da parte del Ministero della Salute, il quale dovrebbe lavorare celermente e seriamente per permettere a strutture riconosciute a livello nazionale ed internazionale, come il Santa Lucia di continuare ad offrire prestazioni di alta specializzazione. Mi auguro” – prosegue De Luca – “che dopo la firma dell’accordo per il sostegno finanziario da parte della Regione previsto 29 ottobre, la vicenda Santa Lucia rimanga solo una disattenzione della Regione Lazio nei riguardi di strutture di eccellenza che non possono essere aiutate solo con la mannaia di 241 licenziamenti e decine e decine di disabili senza assistenza”.


Mario De Luca, presidente del forum regionale sulle disabilità: “vera conquista inserire al lavoro persone disabili gravi”.

Pubblicato nella categoria Lavoro e Formazione giovedì 29 ottobre 2009

Roma, 15 ottobre 09. Il Presidente del Forum Regionale sulle Disabilità, Mario Dany De Luca, interviene in merito alla legge approvata in Consiglio Regionale del Lazio in materia di inserimento mirato al lavoro per i disabili. 
”Va bene,- commenta De Luca- ma rimane l’importanza di intensificare i controlli rispetto alle aziende inadempienti a partire da quelle pubbliche, potenziare quindi il collocamento obbligatorio e la qualificazione del personale, investire maggiori risorse economiche e rafforzare gli strumenti a loro disposizione,  ricordando a tutti che- conclude De Luca- il vero punto che qualifica l’inserimento mirato, è il collocamento delle persone con gravi disabilità”.

Ufficio Stampa
Lucia Dal Pont
349.4281107


Sanità, IRCCS Fondazione Santa Lucia, Pedica e De Luca (IDV): i primi effetti del decreto regionale 56/09, avviate le procedure di licenziamento 241 dipendenti

Pubblicato nella categoria Lavoro e Formazione, Sanità giovedì 29 ottobre 2009

Roma 08 ottobre 09. “La mannaia del decreto 56/09 della Regione Lazio decapita la qualità nella sanità e il diritto alla salute di migliaia di persone. Di fatto questo decreto cancella l’alta specializzazione dell’Istituto Fondazione Santa Lucia, mettendo a rischio anche la riabilitazione neuromotoria intensiva” – così il segretario regionale Idv Lazio, Stefano Pedica interviene a sostegno della Fondazione. “Il buco della malasanità non può essere colmato trasformando centri d’eccellenza, riconosciuti a livello nazionale ed internazionale, in semplici case di cura. – dichiara Mario Dany De Luca, responsabile regionale Welfare Idv. -  Tale decreto elimina la possibilità di continuare ad assistere pazienti motulesi e con gravi celebrolesioni acquisite e inibisce l’ulteriore sviluppo delle attività di ricerca traslazionale. Questa mattina – prosegue De Luca- è stato comunicato l’avvio della procedura di legge per il licenziamento collettivo di 241 persone, tra cui 14 dirigenti medici, 2 caposala, 133 infermieri, 34 operatori socio sanitari, 37 fisioterapisti, 13 logopedisti e 8 ausiliari. Sulla pelle dei lavoratori e dei disabili – conclude De Luca – la Regione  cerca di far quadrare i conti, mentre la Fondazione aspetta ancora i rimborsi dovuti per le prestazioni erogate dal 2006 al 2009”. Pedica e De Luca incontreranno i dipendenti del Centro per sostenere il diritto al lavoro e il diritto alla qualità nella salute.


Il presidente del forum regionale sulle disabilità, Mario De Luca: Conferenza nazionale di Torino sulle disabilità, “l’assenza dei ministri segnale preoccupante”.

Pubblicato nella categoria Sanità giovedì 29 ottobre 2009

Roma, 08 settembre 2009.  “Preoccupa l’assenza dei Ministri alla conferenza nazionale di Torino, ad esclusione del sottosegretario al Welfare con delega per la disabilità Eugenia Roccella. Un segnale di disinteresse alle problematiche dell’handicap che non può passare inosservato- dichiara Mario Dany De Luca, presidente del Forum Regionale sulle disabilità- la Conferenza è un momento di dibattito, lavoro e progettazione nazionale ed internazionale, dai forti contenuti e da dove partirà l’Osservatorio sulla disabilità previsto dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone disabili, un organismo che avrà il compito di curare l’applicazione del documento delle Nazioni Unite nel nostro Paese. Le tematiche che si affronteranno a Torino dettano le linee guida d’intervento sulla disabilità e snocciolano le problematiche relative alla condizioni di vita delle persone con handicap, argomenti – conclude De Luca -  che andrebbero discussi in presenza di interlocutori istituzionali visto che tra di noi i problemi li conosciamo bene”.

Lucia Dal Pont
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luciadalpont@hotmail.com


Ricerca, caso Ebri. Pedica e De Luca: “le responsabilità delle istituzioni innescano una guerra tra poveri”.

Pubblicato nella categoria Sanità giovedì 29 ottobre 2009

Roma, 5 settembre 2009.  Il coordinatore regionale Idv Lazio, senatore Stefano Pedica  interviene sul caso della Fondazione Ebri: “Il caso della Fondazione Ebri del nobel Rita Levi Montalcini riporta alla luce il problema dei finanziamenti pubblici alla ricerca. Sono anni che le Fondazioni, i Centri di ricerca e i ricercatori tentano di far sentire la propria voce affinché i Governi rimettano nell’agenda politica il sostegno alla ricerca scientifica e destinino i fondi in base alla meritocrazia, ovvero a una ripartizione che premi i risultati raggiunti”. “Si interviene sempre in emergenza e con soluzioni inadeguate” gli fa eco Mario Dany De Luca, responsabile regionale Welfare Idv:“L’IRCCS Fondazione Santa Lucia, polo d’eccellenza in tutto il centro-sud, isole comprese e tra il quinto e il settimo posto in Italia, risponde ai bisogni e alle cure di centinaia di disabili. Per cinque anni è riuscito ad ospitare nei propri locali la Fondazione Ebri, ed è assurdo pensare – prosegue De Luca – che una Fondazione privata sostenga un’altra Fondazione privata nel disinteresse e nella disattenzione del Governo e delle Istituzioni competenti. La proposta del ministro Gelmini di stanziare un finanziamento di 485 mila euro non è altro che un’elemosina destinata a consumarsi in pochi mesi, quando la Ebri si ritroverà con gli stessi problemi di oggi e non sarà la sola, sono molti i progetti di ricerca naufragati per la mancanza di fondi, e non tutti hanno la fortuna di essere il frutto del lavoro di una vita di un Nobel capace di smuovere le coscienze ai massimi vertici politici e della Comunità scientifica nazionale e internazionale”.
Se oggi il Santa Lucia, a malincuore, si è trovato costretto a fare questa scelta, che speriamo trovi una soluzione concreta e stabile, domani potrebbero essere altri settori di ricerca della stessa Fondazione a dover cessare le proprie attività per ragioni di cassa, un problema che si ripropone da anni, che è stato affrontato dalla Regione come un al lupo al lupo, fino al giorno in cui una Fondazione come la Ebri rischia di morire e ci si rende conto della veridicità dell’allarme lanciato” conclude De Luca. “I  mancati rimborsi da parte della Regione Lazio, che ammontano a 40 milioni di euro, hanno posto il Santa Lucia nella condizione di non poter più far fronte anche all’ospitalità gratuita e alle spese ordinarie della Fondazione Ebri, minacciando anche l’importante sinergia costruita in questi anni tra le due Fondazioni. La ricerca scientifica è una risorsa a disposizione della collettività, la politica dei proclami, anche in questa occasione è smascherata dalle difficoltà in cui versa questo importante settore all’interno di un Paese che non ha interesse ad investire nel proprio futuro. L’Italia dei Valori nell’esprimere la propria solidarietà alla senatrice Rita Levi Montalcini si batterà a tutti i livelli affinché la ricerca scientifica sia un punto di forza e non sopravviva di stenti e di elemosine come accade oggi” conclude  il coordinatore regionale Idv Lazio, Stefano Pedica.


Il presidente del Forum Regionale sulla Disabilità, Mario de Luca, a sostegno della mobilitazione dei centri di riabilitazione

Pubblicato nella categoria Comunicati stampa giovedì 29 ottobre 2009

“IL SILENZIO COLPEVOLE DELLA REGIONE”.

Roma 23 luglio 2009. Il Presidente del Forum Regionale sulle Disabilità, Mario Dany De Luca, esprime profonda preoccupazione per l’atteggiamento dimostrato dagli amministratori locali nei confronti della manifestazione organizzata dai centri di coordinamento regionale Aris, Foai e Fondazione Don Gnocchi.
Ieri, nonostante il caldo, centinaia di disabili, genitori e operatori si sono riversati in strada per esprimere il loro dissenso nei confronti della Regione Lazio e dei suoi amministratori. La manifestazione era stata indetta per tentare di dar seguito all’accordo del 26 maggio scorso e scongiurare così l’annunciato taglio dell’8% dei finanziamenti ai centri di riabilitazione ex art.26. Oltre il danno la beffa, non solo è stato  disatteso un atto formale, frutto di una trattativa condivisa tra Regione e Centri, ma nonostante gli annunci, ad oggi, non è stato prodotto alcun atto che vada nella direzione si una soluzione al problema dei tagli e delle risorse economiche da destinare alla riabilitazione nel Lazio, settore già in estrema sofferenza economica. Ieri, durante l’iniziativa non si è avuta traccia degli amministratori, quegli stessi che il 26 maggio scorso presenziavano con promesse e rassicurazioni il tavolo di concertazione. Neanche l’accorato appello dei manifestanti è servito a persuadere “qualcuno” dall’incontrare una delegazione e cercare una soluzione ad un problema di carattere economico/finanziario che metterebbe in serio pericolo il futuro dei Centri nel Lazio e quindi i servizi erogati ai disabili. Un grido lanciato nel vuoto, un’indifferenza che ha lasciato attoniti sia gli organizzatori sia i partecipanti all’iniziativa, costretti ad andare via senza risposte. I disabili, le famiglie e i lavoratori non si arrenderanno alla non curanza  e, come annunciato in sede di conferenza stampa, da Don Vinicio Albanesi, Presidente della Comunità di Capodarco, si ritroveranno a settembre nelle strade e nelle piazze del centro di Roma, nella speranza che il loro grido non cadrà nel vuoto.

Ufficio stampa
Lucia Dal Pont
349.4281107
luciadalpont@hotmail.com


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