Con il Popolo Viola a difesa della Costituzione

Pubblicato nella categoria Comunicati stampa lunedì 1 marzo 2010

Il popolo viola è pronto a ripartire. Sono almeno 200 i pullman attesi da tutta Italia a Roma. Le trecentomila persone previste oggi alle 14,30 nella capitale sono pronte a inondare di Viola piazza del Popolo.
Tanti i cittadini che sfileranno contro il legittimo impedimento a difendere la nostra Costituzione. “La legge è uguale per tutti” e purtroppo nella nostro bel paese bisogna tornare a urlarlo in Piazza. Un popolo organizzato e libero composto da persone stufe di veder ripetutamente calpestati i propri diritti. Giovani precari, famiglie ma anche anziani preoccupati per le condizioni di un paese per il quale hanno lottato e di cui vedono sfiorirne i principi, pronti a cogliere la nuova sfida a difesa della legalità resa necessaria anche dai recenti e gravi fatti di cronaca venuti alla luce.
Una piazza che cresce e si rende sempre più consapevole della necessità di difendere i diritti costituzionali. Alla seconda manifestazione nazionale il popolo viola del web non si arresta pronto a puntare il dito contro chi manipola l’informazione e cerca di trarne profitto. A due mesi dal “No B day” il popolo viola chiede il rispetto della Costituzione e il sostegno degli organi di garanzia, alla base di una democrazia che come recita il primo articolo della Costituzione deve appartenere al popolo.


Beni confiscati alla mafia

Pubblicato nella categoria Legalità venerdì 27 novembre 2009

E’ il caso di ricordare la storia del dottor Jekyll e Mr Hyde, a proposito della lotta contro la mafia che l’attuale Governo berlusconiano afferma di condurre con grande continuità.
Nell’ultima ridicola (per l’esiguità delle risorse messe a disposizione) legge finanziaria presentata in Parlamento dal Ministro del Tesoro Tremonti, si afferma che continua la politica già iniziata dal precedente governo Prodi, di confiscare beni acquisiti dalle associazioni mafiose con mezzi illeciti ma subito dopo la maggioranza parlamentare inserisce un emendamento destinato ad esser approvato che consente all’ amministrazione della giustizia di mettere in vendita in tempi brevi quei beni confiscati.
Con il risultato che saranno proprio le associazioni mafiose, tramite prestanomi, ad acquisire quei beni sottraendoli all’utilità comune.
Naturalmente perché la manovra abbia successo è necessario che gran parte dei giornali e delle televisioni non lo faccia sapere alla pubblica opinione.
Ed è quello che sta succedendo: se si esclude il quotidiano La Repubblica e altri giornali assai più piccoli, gli italiani non sanno quello che sta accadendo e nessuno o quasi nessuno è in grado dunque di protestare.
Questo sistema si sta generalizzando e l’Italia ogni settimana si trova in un posto peggiore rispetto alla libertà di stampa.
Ma quel che conta di più: di un simile problema non parlano assolutamente né i telegiornali pubblici né quelli privati e così il settanta per cento degli italiani che assume le informazioni soltanto attraverso i canali televisivi non è al corrente dell’emendamento che regala alle associazioni mafiose quegli stessi beni che erano stati confiscati perché acquisiti in maniera illecita.
Il risultato, ancora una volta, è che la lotta alla mafia sbandierata con gli arresti dei capi mafia è una finta che si ottiene attraverso il lavoro accanito di magistrati e di poliziotti ma, nelle cose fondamentali, il governo si adopera essenzialmente a favore delle associazioni mafiose di cui depreca l’azione.
Fino a quando sarà al potere il populismo autoritario, impersonato da Silvio Berlusconi, non potremo avere una vera lotta alla mafia.
Un governo, che disprezza la costituzione repubblicana e vuole cambiarla subordinando la magistratura al potere esecutivo e bloccando il lavoro del parlamento, non ha nessun interesse a continuare con rigore la lotta contro le associazioni mafiose.
E’ compito di chi davvero ci tiene a questo paese, far conoscere questa realtà cercando di non farla passare, come spesso avviene in Italia, in un fatto marginale.
I soldi sporchi della mafia hanno già compromesso seriamente l’economia del nostro Mezzogiorno e questa piaga si sta estendendo a tutto il paese, inoltre la legge sullo scudo fiscale aiuterà ulteriormente questo malaffare, rendendo lecite enormi quantità di denaro di cui soprattutto le associazioni mafiose dispongono.
E’ doveroso battersi perché tutto quello che viene confiscato ai delinquenti venga dato alle associazioni come Libera che hanno dimostrato negli anni come, con il lavoro onesto e l’impegno costante, possano trasformare realtà compromesse dalla violenza e dal sopruso in vere e proprie aziende sane e posti di lavoro per i nostri giovani.


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