chi sono
MARIO DANY DE LUCA LA SUA STORIA NEL MONDO DEL SOCIALE
Mario Dany De Luca, nato a Casalciprano (CB) nel 1957, laureato in storia e filosofia, lavora e vive a Roma.
Fin dagli anni dell’università dedica la propria vita al riconoscimento dei diritti delle persone disabili e alle politiche del sociale e della sanità, divenendo negli anni importante punto di riferimento per il complesso mondo del sociale.
All’inizio degli anni 90 gli viene affidata la responsabilità dell’ufficio handicap della Cgil, dove porta avanti la battaglia per l’inserimento al lavoro delle persone con disabilità partecipando alla costruzione della legge sul collocamento disabili, la 68/99. Il lavoro con il sindacato prosegue per molti anni fino a ricoprire la carica di responsabile Cgil Roma e Lazio del Dipartimento Sicurezza nei luoghi di lavoro.
Con quell’incarico si interessa di educazione alla salute tra i lavoratori per contrastare l’insorgere delle malattie professionali e si batte per la stabilizzazione degli operatori sociali precari. Molte le associazioni, cooperative e federazioni ben presto riconoscono in Mario un punto di riferimento, tra cui l’associazione italiana assistenza spastici (AIAS) di Roma della quale è stato Presidente e la Fish, Federazione Superamento Handicap, di cui è stato Segretario nazionale.
Grande passione di Mario è lo sport: giocatore della squadra di basket in carrozzina del Santa Lucia, sempre in quegli anni, si impegna affinché lo sport divenga sempre più strumento di integrazione sociale.
Nel 2002 diventa presidente dell’Auser Lazio (l’associazione di volontariato e promozione sociale che si impegna a promuovere a far crescere il ruolo degli anziani nella società) e il suo impegno si distingue nella realizzazione di progetti volti a migliorare tramite la cittadinanza attiva e il volontariato, la qualità della vita degli anziani.
Tra le varie cose ha contribuito alla stesura del libro “L’altra crescita” (F.Angeli, Milano, 1995) ed è autore di diversi scritti sui temi dell’integrazione e dell’impresa sociale.
Attualmente è Presidente del Forum Regionale sulle Disabilità, una rete di associazioni attive di progettazione per il superamento dell’handicap, e dal 21 febbraio 2006 è Presidente del Centro Regionale per ciechi Sant’Alessio Margherita di Savoia.
Quando Mario arriva alla presidenza appare fin da subito chiara la disastrosa situazione in cui l’ente si trova: casse asciutte, servizi confusi e disorganizzati, patrimonio saccheggiato, pianta organica inadeguata, liste d’attesa di utenti, malcontento generale.
Il suo operato si concentra nel ricostruire gli schemi di lavoro e parallelamente nel porre in essere le procedure giuridiche per far luce sulla gestione attuando una politica dell’etica, della responsabilità nei confronti dell’utenza, dei lavoratori e della salvaguardia del patrimonio pubblico a lui affidato.
Oggi finalmente il Sant’Alessio è in grado di offrire un servizio decisamente migliore: è stato differenziato l’intervento socio-assistenziale per non vedenti e ipovedenti con plurihandicap, i servizi domiciliari, la riabilitazione, i servizi ambulatoriali, l’assistenza in regime di residenzialità e semiresidenzialità, riuscendo così ad ottimizzare le risorse ed aumentare i servizi.
Molta attenzione è stata dedicata anche all’immagine del Centro Regionale Sant’Alessio per i ciechi, per migliorare l’accessibilità dei mezzi di comunicazione per i non vedenti. È stata realizzata una guida nazionale per la tecnologia informatica e un portale per l’accesso alle informazioni del Centro, con l’ obiettivo di aprire all’esterno il Centro attraverso la comunicazione e la realizzazione di attività socioculturali e sportive.
Durante la gestione di Mario sono stati raggiunti importanti risultati, tesi a valorizzare il patrimonio di cui l’ente è proprietario e a farlo vivere come vero e proprio bene della comunità.
Sulla scorta di tutti questi risultati, lo scorso autunno Antonio Di Pietro ha nominato Mario responsabile nazionale disabilità dell’Italia dei Valori e responsabile del Lazio su welfare e politiche del lavoro.