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	<title>Mario De Luca</title>
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	<description>Il valore dei nostri diritti</description>
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		<title>DISABILITA&#8217;: “LA SOLITUDINE DELLE PERCENTUALI INPS”</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 15:17:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariodanydeluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
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		<description><![CDATA[L’Inps attraverso il suo presidente Mastropasqua rende noti i dati relativi alle verifiche dei “falsi Invalidi” lo fa attraverso un’intervista al Corriere Della Sera, in cui in modo sterile si da conto dei risultati di quella che il Governo a definito una Task Force, per alleggerire la spesa pubblica. In più occasioni tutto il mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Inps attraverso il suo presidente Mastropasqua rende noti i dati relativi alle verifiche dei “falsi Invalidi” lo fa attraverso un’intervista al Corriere Della Sera, in cui in modo sterile si da conto dei risultati di quella che il Governo a definito una Task Force, per alleggerire la spesa pubblica. In più occasioni tutto il mondo della disabilità ha contestato le regole di controllo in un eterno gioco in difesa in cui l’Inps forcaiola cerca la falsa invalidità e i disabili cercano invece di affermare e confermare la propria patologia. Adesso si passa al macabro gioco delle percentuali, avallando le dichiarazioni di Tremonti, che sosteneva che la vera causa della mancata competitività dell’Italia era attribuibile all’eccessivo numero di invalidi che gravavano sulla spesa pubblica. Dichiarazione pericolosa soprattutto perché l’Inps era chiamato a dimostrare che quanto detto dal Ministro dell’economia era vero, oggi infatti a sostegno della tesi arrivano i numeri. L’Inps sostiene che il 23% delle pensioni di invalidità controllate su oltre 200 mila accertamenti nel 2009 e 100 nel 2010, sono state revocate, ma nel contempo aumenta la spesa sociale e le prestazioni assistenziali. Le invalidità civili sono passate da 2,4 milioni nel 2006 a 2,9 milioni nel 2010, stesso discorso per le prestazioni assistenziali che passano da 2.391.994 nel 2006 a 2.862.509 nel 2010. I dati divulgati dal presidente dell’Inps danno però una visione parziale delle situazione, infatti l’Inps dimentica alcune questioni fondamentali che hanno portato a queste percentuali. Prima tra tutte è la responsabilità dell’ Ente di attuare procedure confuse,  con un numero immane di ricorsi e di cause pendenti.  L’Inps dimentica tutte le proteste avvenute soprattutto nel mese di luglio e agosto 2010 momento in cui le redazioni dei giornali sono state subissate da lettere di protesta da parte dei cittadini disabili, costretti a presentarsi entro 15 giorni dal ricevimento della raccomandata di convocazione, con la documentazione aggiornata che dimostrasse la patologia, con interminabili file e senza alcuna possibilità di avere via internet o via telefono informazioni al riguardo, già all’inizio del 2011 l’Inps vanta il record di ricorsi 822.959  per cause relative all’invalidità civile e delle oltre 137 mila cause concluse nel 2009 il giudice ha dato ragione all’Inps in meno della metà dei casi, 60 mila per la precisione. Una percentuale destinata a scendere perché l’Inps ha cambiato arbitrariamente le regole per la concessione delle indennità d’accompagnamento senza alcun supporto normativo e senza nessuna indicazione da parte del Parlamento. Parlando infine di revoche di pensioni si deve dire che per revocare un assegno di accompagnamento basta abbassare di un punto l’invalidità oppure riconoscere che un anziano è “solo” invalido al 100%, quindi le persone che compongono questo 23% non sono falsi invalidi ma non sono sufficientemente invalidi. Questo è dimostrato dal fatto che nessun medico appartenete ad una commissione, onesta fino a prova contraria, è stato denunciato per aver concesso un’invalidità che prevedeva un beneficio economico senza che questo ne avesse diritto. Queste percentuali restano solo numeri da spendere ad uso e consumo del politico di turno, l’unica cosa che resta è la solitudine di migliaia di persone per cui quei miserabili 250 euro potevano segnare la soglia sottile della dignità.</p>
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		<title>LA GIORNATA SULLA DISABILITA’: OLTRE IL RITO LA QUOTIDIANITA’</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 12:12:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariodanydeluca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi si celebra la giornata internazionale ed europea sulla disabilità istituita nel 1993. Un momento di riflessione, di dibattito e di confronto sulle tematiche che riguardano una larga parte della popolazione italiana: sono 4 milioni e 100.000 le persone con disabilità nel nostro Paese, pari al 6,7% della popolazione secondo l’ultimo rapporto del Censis. Eppure [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="line-height: 15px; padding: 0px; margin: 0px;">Oggi si celebra la giornata internazionale ed europea sulla disabilità istituita nel 1993. Un momento di riflessione, di dibattito e di confronto sulle tematiche che riguardano una larga parte della popolazione italiana: sono 4 milioni e 100.000 le persone con disabilità nel nostro Paese, pari al 6,7% della popolazione secondo l’ultimo rapporto del Censis. Eppure di handicap si parla pochissimo e forse, è proprio questo il significato della giornata celebrativa, parlare e far conoscere una realtà che molti ignorano, vissuta nell’immaginario collettivo ancora con modelli preconfezionati al limite del pregiudizio. Quindi, andando oltre le raccolte di fondi, le piantine e i fiocchetti distintivi, questa giornata è per il mondo della disabilità la conquista di anni di battaglie e di lotte per i diritti che hanno portato all’adozione della convenzione sui diritti delle persone con disabilità approvata dalle Nazioni Unite nel 2006. Una grande conquista che deve fare i conti con le difficoltà quotidiane che si vivono nel nostro Paese, una realtà ben lontana dai diritti contenuti nella convenzione. Troviamo falle ovunque, dal diritto allo studio a quello della salute e assistenza, dal diritto all’autodeterminazione a quello al lavoro, il nostro Paese fa acqua da tutte le parti, in barba alle conquiste raggiunte in anni di battaglie. Uno dei più feroci attacchi ha riguardato la scuola. Con la nuova riforma approvata alla Camera dei Deputati e in attesa di essere votata al Senato, si riducono, infatti, drasticamente le ore di sostegno per gli alunni con disabilità e parallelamente a questo abbiamo visto il tentativo di reintrodurre sotto mentite spoglie le classi differenziate attraverso programmi scolastici che, invece di andare verso l’inclusione sociale vanno nella direzione opposta. Anche dal punto di vista del lavoro e delle previdenze le cose non vanno molto meglio, la legge 68 che prevede il collocamento mirato al lavoro delle persone con disabilità è disattesa da anni così il disabile non solo non è inserito nel contesto lavorativo e quindi sociale, ma grava sulle casse dello Stato. Su questo argomento è arrivato anche il rapporto Ocse che accusa l’Italia di far niente o poco per far si che le persone disabili possano lavorare e lancia l’allarme dicendo che se non ci sarà un’inversione di tendenza le persone che beneficiano di pensioni di malattia o di disabilità andranno ben oltre il 6% odierno. Questo, tuttavia, pare non interessare il Governo che invece di attuare politiche rivolte al lavoro alleggerendo così gli istituti di assistenza ritiene che il problema dell’Italia sia il falso invalido e per questo è iniziata da qualche mese la caccia alle streghe che sta pesantemente penalizzando i disabili veri, costretti alle vie crucis dell’Inps, a doppi e tripli controlli, un’operazione propagandistica che da una parte sta penalizzando le famiglie con a carico un disabile, e dall’altra sta costando molto di più di quanto si pensa di ottenere trovando il falso invalido; è da sottolineare che la giusta battaglia contro i falsi invalidi ancora non ha prodotto nessuna denuncia verso medici e commissioni che almeno in teoria sarebbero stati compiacenti nell’attribuire l’invalidità a chi non ha diritto. Infine sorvolando sul taglio al fondo per la non autosufficienza, e anche sulla miseria delle pensioni adesso, tanto per gradire, si è deciso di ridurre il fondo stanziato per il 5X1000 del 75% così anche l’universo del volontariato e dell&#8217;associazionismo non troverà nelle sue casse i soldi che i cittadini italiani hanno versato esprimendo una precisa volontà e i disabili e le loro famiglie non potranno più contare neanche sul volontariato. Se pensiamo che tutto questo è prodotto da un attacco culturale a cui si aggiungono fatti di cronaca, in cui i disabili sono vessati o maltrattati, l’arretratezza in tema di abbattimento delle barriere architettoniche e sensoriali, la mancanza di progetti per il Dopo di Noi, la solitudine che in Italia si sta creando intorno ai disabili, alle loro famiglie e agli operatori del settore, non possiamo non vedere, come Italia dei Valori, la ritualità dei riflettori accesi in una giornata commemorativa che si scontra con le difficoltà della realtà quotidiana quando i riflettori sono puntati altrove.</p>
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		<title>LEGGE DI STABILITA’, MA PER CHI?</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Nov 2010 21:46:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariodanydeluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Terzo Settore]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma 23 novembre 2010. Dopo l’azzeramento del Fondo Nazionale per la non autosufficienza, dopo la drastica riduzione del Fondo per le Politiche Sociali , dopo il taglio al Fondo Nazionale per il Diritto al lavoro dei disabili e dopo la distruzione di quanto si è cercato di costruire in questi anni in termini di inclusione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma 23 novembre 2010. Dopo l’azzeramento del Fondo Nazionale per la non autosufficienza, dopo la drastica riduzione del Fondo per le Politiche Sociali , dopo il taglio al Fondo Nazionale per il Diritto al lavoro dei disabili e dopo la distruzione di quanto si è cercato di costruire in questi anni in termini di inclusione sociale per le persone con disabilità, adesso anche la volontà dei cittadini non viene rispettata. Infatti, per fare quadrare i conti elettorali di un governo ormai alla fine, si è deciso di ridurre del 75% rispetto allo scorso anno il fondo connesso al 5 per mille destinato alle associazioni di volontariato. I fondi destinati alle Onlus sono passati da 400 milioni di euro a 100 milioni, ben 300 milioni in meno, quindi, tutti quei cittadini che nel momento della dichiarazione dei redditi esprimono la volontà di destinare i loro soldi per gli anziani, i disabili, per la ricerca, per il volontariato ecc… devono sapere che quei soldi andranno nelle tasche delle scuole private e devono sapere che in questo modo tutto il terzo settore rischia di scomparire definitivamente e con lui verranno drasticamente ridotte anche le attività culturali e i progetti universitari di ricerca. La vicenda in questo momento è nelle mani del Senato, che dovrà correre ai ripari se vorrà evitare questa sciagura, ma con il clima politico generale e la maggioranza in profonda crisi, il rischio che questi fondi non vengano ripristinati è davvero troppo concreto. Qualcuno ha anche provato a placare le proteste dell’associazionismo dicendo che i 100 milioni di euro sono un “acconto” e che il saldo arriverà.</p>
<p>Intanto il terzo settore ha inviato una petizione al Parlamento Italiano e ai presidenti della Camera e del Senato. Il documento è anche online , il sito si chiama: <a href="http://www.iononcisto.org/">Io non ci sto </a> e ogni giorno si aggiungono nuovi firmatari. Al momento le adesioni sono circa 70.000. Altre iniziative di questo tipo sono state promosse anche da associazioni e gruppi di associazioni. Alla <a href="http://www.vita.it/news/view/108742">petizione promossa dal settimanale Vita </a>e dal Forum del Terzo Settore hanno già aderito oltre 10.000 persone, tra i firmatari degli appelli figurano Emergency, Libera, Gruppo Abele, Greenpeace, Coordinamento Italiano Network internazionali, Medici senza Frontiere, Amnesty International, Telethon, Unicef, Save The Children e scusate se è poco.</p>
<p>Se non verranno ripristinati questi fondi migliaia di persone si ritroveranno senza assistenza, e si è bene dirlo una volta per tutte che, quando si parla di volontariato si parla di servizi resi ai cittadini, si parla di assistenza agli anziani, ai disabili, alle famiglie indigenti, si parla di aspettative di vita di persone svantaggiate, si parla di un lavoro svolto dal no profit che la maggior parte dei casi va a sostituire le carenze di uno stato sociale latitante, non più come si pensa una rete di sostegno a lavoro delle istituzioni o degli enti locali, non solo un supporto ma una vera e propria presa in carico di persone. Allora penso, come faranno tutti quei cittadini che vivono o sopravvivono grazie al lavoro di queste organizzazioni? Come è possibile che il governo non si renda conto della gravità di questo scippo? ma forse la risposta è sempre la stessa. L’universo del associazionismo non risponde a logiche elettorali e di questi tempi il bottino è meglio metterlo in bacini sicuri.</p>
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		<title>“Disabili, Falsi invalidi e controlli dalla crociata alla via Crucis”</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 20:04:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariodanydeluca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma 2 novembre 2010. E’ allarmante il silenzio che i grandi mezzi d’informazione stanno conducendo rispetto al problema delle verifiche attuate dalle nuove misure di Governo (DM 2 agosto 2007)  portate avanti dall’Inps, sulla condizione di disabilità dei cittadini portatori di handicap, che usufruiscono dell’indennità di accompagnamento e della pensione di invalidità.
Per comprendere i disagi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma 2 novembre 2010. E’ allarmante il silenzio che i grandi mezzi d’informazione stanno conducendo rispetto al problema delle verifiche attuate dalle nuove misure di Governo (DM 2 agosto 2007)  portate avanti dall’Inps, sulla condizione di disabilità dei cittadini portatori di handicap, che usufruiscono dell’indennità di accompagnamento e della pensione di invalidità.</p>
<p>Per comprendere i disagi e le umiliazioni alle quali sono sottoposti in questi giorni i disabili, è sufficiente recarsi presso le sedi INPS, e li che si svolge la via Crucis dei disabili con famiglie   al seguito. Le segnalazioni provenienti dalle associazioni e dai familiari di persone disabili sono innumerevoli, i disagi all’ordine del giorno, come ad esempio: lettere recapitate nei mesi di luglio e agosto<em> </em>con termine ultimo di 15 giorni, tempo utile concesso dall’ INPS per certificare lo stato di handicap attuale, che nel 50% dei casi risulta aggravato dalla progressione della patologia o semplicemente dall’avanzare dell’età. In parole povere  i drammi di decenni di vita da certificare in 15 giorni. Per non parlare – prosegue De Luca- del telefono e fax dell’ INPS andato in tilt, con imbarazzo degli operatori di una società di un call-center, che non sanno a quale santo rivolgersi per rispondere all’ utenza. Altro nodo dolente, alla Commissione INPS non sono stati ammessi associazioni e sindacati a tutela della contro parte, è solo concesso farsi accompagnare da un medico legale, a spese del disabile. Per ironia della sorte alcuni disabili sono venuti a conoscenza, che tutti devono essere sottoposti a visita come da DM 2 agosto 2007, quindi c’è da chiedersi cosa accadrà a chi è riuscito ad inviare un fax con il certificato di invalidità antecedente al 2/8/2007?</p>
<p>L’ INPS risponde che concede il ricorso l’ennesimo danno con relativa beffa ai danni delle persone con handicap. E’ di pochi giorni fa la notizia- dichiara Mario Dany De Luca responsabile Nazionale dipartimento politiche superamento dell’handicap dell’Italia dei Valori- di un cittadino siciliano in stato vegetativo al quale è arrivata la richiesta di verifica da parte dell’Inps nonostante la sua inconfutabile situazione di disabilità avrebbe dovuto escluderlo da altri controlli. Non solo, stanno arrivando delle segnalazioni di persone chiamate a dar conto entro 15 giorni dal ricevimento della comunicazione, della documentazione necessaria per continuare a ricevere la pensione o l’indennità di accompagnamento o entrambe, e sono molti i cittadini chiamati a sottoporsi a doppia visita prima dell’ASL e poi dall’INPS per constare la condizione di disabilità, che fa pensare anche all’inutilità di un membro permanente di medici INPS all’interno delle commissioni della ASL se tanto poi ci si ritroverà a dover effettuare un secondo controllo. Nessuno contesta &#8211; prosegue De Luca –il diritto teorico di verificare la persistenza dei requisiti che hanno portato, negli anni passati, una regolare commissione medica, onesta fino a prova contraria, a certificare una percentuale di invalidità tale da comportare l’attribuzione di un beneficio economico, pensione, assegno, o indennità di accompagnamento. Ma questo controllo, va ricordato, è finalizzato esclusivamente a smascherare falsi invalidi, ossia persone che stanno truffando lo Stato perché sono state aiutate, in questa truffa, da medici compiacenti o collusi, o corrotti, non abbiamo ancora notizia di una sola denuncia nei confronti di medici di questo tipo. I controlli stanno arrivando a tutti dai malati di SLA a poliomielitici di vecchia data, persone allettate, paraplegici, tetraplegici e via discorrendo, tutti chiamati a presentarsi davanti alle commissioni. Sarebbe interessante sapere adesso dopo tre mesi di controlli quali effetti stanno producendo alle casse dello Stato, visto che gli effetti sui disabili e le loro famiglie sono sotto gli occhi di tutti, solo la grande stampa che dapprima spende grandi titoli per la task force contro il falso invalido si dimentica poi di verificare effetti e modalità d’intervento.</p>
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		<title>DISABILITA’: “TRA CLASSI DIFFERENZIATE E RUPE TARPEA; LA SCUOLA PERDE I PEZZI E I DISABILI LA LORO DIGNITA’”</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 19:58:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariodanydeluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[integrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Roma 24 ottobre 2010. Infiamma la polemica per dichiarazioni del Presidente della Provincia di Udine, nonché esponente leghista, sulla necessità di rintrodurre le classi differenziate per gli alunni disabili, perché, a suo dire “rallentano il percorso scolastico degli altri alunni”. Tra prese di distanza e contestazioni, anche dalla sua stessa parte politica, continua ad insidiarsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Roma 24 ottobre 2010. </em>Infiamma la polemica per dichiarazioni del Presidente della Provincia di Udine, nonché esponente leghista, sulla necessità di rintrodurre le classi differenziate per gli alunni disabili, perché, a suo dire “rallentano il percorso scolastico degli altri alunni”. Tra prese di distanza e contestazioni, anche dalla sua stessa parte politica, continua ad insidiarsi un pensiero pericoloso, quello di emarginare i disabili dalla vita sociale limitandone l’integrazione. Così Mario Dany De Luca responsabile nazionale dipartimento politiche per superamento dell’handicap dell’Italia dei Valori, interviene sull’inquietante scenario che si sta delineando sulle problematiche dell’handicap: “ Quanto affermato dal Presidente della provincia di Udine fa eco a quanto dichiarato non molto tempo fa da un professore del conservatorio di Milano, che sosteneva il ritorno alla Rupe Tarpea. Dichiarazioni inquietanti e discriminatorie che devono far riflettere sull’andamento civile e morale di questo Paese. Anche se non si volesse dar peso a dichiarazioni di questo tipo- commenta De Luca- dette e poi smentite dal solito “sono stato frainteso”, non possiamo non vedere qual’ è la realtà di migliaia di famiglie, mamme e familiari di persone disabili che si trovano a vivere e a lottare per la salvaguardia dei  propri diritti. A Roma ad esempio è iniziata la protesta nelle scuole in cui anno dopo anno diminuiscono gli insegnanti di sostegno per gli alunni con handicap. In sostanza quelle affermazioni smascherano l’idea di istruzione e integrazione scolastica che la destra sta introducendo, non bisogna per forza cambiare le leggi per avere gli effetti desiderati a volte basta svuotare le leggi esistenti del loro contenuto come sta accadendo nella scuola pubblica con la scusa dei tagli nell’istruzione. Quello che si sta portando avanti da molto tempo è quanto di più vile si possa fare, più degli attacchi all’indennità d’accompagnamento, più dell’affondo sulle pensioni d’invalidità, più ancora della mancanza di fondi per le politiche sociali, perché non investire sull’integrazione e l’assistenza scolastica significa tarpare le ali ai bambini e ragazzi, al loro futuro e alla loro dignità costringendoli ad essere sempre dei cittadini di serie B.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>COOP SOCIALI, DE LUCA (IDV): &#8220;SBLOCCARE CONTRATTI LAVORATORI&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 19:54:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariodanydeluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[cooperative sociali]]></category>
		<category><![CDATA[italia dei valori]]></category>
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		<category><![CDATA[Terzo Settore]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma, 06 set &#8211; &#8220;Il comune di Roma rispetti gli impegni assunti con le cooperative sociali e garantisca ai lavoratori i loro diritti.&#8221; Lo chiede, in una nota, il responsabile regionale per il terzo settore e la sanità dell&#8217;Italia dei Valori, Mario De Luca. &#8220;Circa 400 persone rischiano di perdere il posto di lavoro in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 06 set &#8211; &#8220;Il comune di Roma rispetti gli impegni assunti con le cooperative sociali e garantisca ai lavoratori i loro diritti.&#8221; Lo chiede, in una nota, il responsabile regionale per il terzo settore e la sanità dell&#8217;Italia dei Valori, Mario De Luca. &#8220;Circa 400 persone rischiano di perdere il posto di lavoro in un momento di grave crisi economica, solo per intoppi burocratici, non sappiamo fino a che punto voluti. Parliamo di decine e decine di soggetti, appartenenti a categorie svantaggiate, che si guadagnano da vivere onestamente curando il verde pubblico nell&#8217;interesse di tutti i cittadini romani &#8211; prosegue &#8211; Mentre l&#8217;amministrazione comunale si perde dietro a progettazioni utopistiche e inutili, la vita quotidiana di migliaia di persone diventa sempre più complicata: a queste categorie noi guardiamo con preoccupazione e assicuriamo tutto il nostro sostegno&#8221;.</p>
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		<title>Ciechi e ipovedenti temono l&#8217;uso della metropolitana</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 08:10:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Noi sul web]]></category>

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		<description><![CDATA[Come possiamo vivere questa città e sentirci parte di una comunità? Una delle risposte (e, forse, anche la più semplice da risolvere) è migliorare l&#8217;accessibilità ai disabili del trasporto pubblico. Questo lo scopo del monitoraggio e del sopralluogo delle linee A e B della metropolitana di Roma effettuate dal presidente provinciale dell’UIC, Marcello Iometti, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2010/03/comunità-virtuale-150x150.jpg" alt="comunità virtuale" title="comunità virtuale" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-756" />Come possiamo vivere questa città e sentirci parte di una comunità? Una delle risposte (e, forse, anche la più semplice da risolvere) è migliorare l&#8217;accessibilità ai disabili del trasporto pubblico. Questo lo scopo del monitoraggio e del sopralluogo delle linee A e B della metropolitana di Roma effettuate dal presidente provinciale dell’UIC, Marcello Iometti, e dal presidente dell’ANMIC, Luca Pancalli, in collaborazione con il Comune e l’Agenzia per il Controllo e la Qualita’ dei Servizi Pubblici Locali di Roma.<br />
Dai controlli effettuati è emersa una realtà critica. Per una persona cieca o ipovedente fruire del servizio offerto dalla metro e’ difficoltoso, tanto che il giudizio del monitoraggio al massimo raggiunge e’ la sufficienza nonostante gli interventi per questa categoria di disabili siano molto meno invasivi, rispetto ai disabili motori, e molto piu’ facili da realizzare. Permangono invece forti criticita’ su progettazione e posa in opera dei percorsi tattili e sugli annunci vocali all’interno delle vetture.</p>
<p><a href="http://www.disablog.it/2010/03/22/roma-ciechi-e-ipovedenti-temono-uso-metropolitana/">Leggi l&#8217;articolo su Disablog</a></p>
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		<title>Congo, una storia straordinaria per crescere</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 08:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sul fiume Congo è un continuo flusso, regolare, di battelli carichi di merci che vanno da Kinshasa a Brazzaville e viceversa; gran parte di questo traffico è controllato da commercianti che si spostano su sedia a rotelle: quelli che Arnaud Zajtman e Marlène Rabaud di France24 hanno definito come i «re del commercio», persone disabili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2010/03/rep_congo-150x150.gif" alt="rep_congo" title="rep_congo" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-751" />Sul fiume Congo è un continuo flusso, regolare, di battelli carichi di merci che vanno da Kinshasa a Brazzaville e viceversa; gran parte di questo traffico è controllato da commercianti che si spostano su sedia a rotelle: quelli che Arnaud Zajtman e Marlène Rabaud di France24 hanno definito come i «re del commercio», persone disabili che tentano di sfuggire a un destino da mendicanti nel centro dell’Africa.</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/salute/disabilita/10_marzo_16/congo-disabili-imprenditori_c6014fa6-2f78-11df-a29d-00144f02aabe.shtml">Continua l&#8217;articolo su Corriere.it</a></p>
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		<title>L&#8217;autismo infantile</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 13:31:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariodanydeluca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cooperazione Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Disabilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo
L’autismo  viene definito come un disturbo pervasivo dello sviluppo che si manifesta  entro il terzo anno di età, associato a gravi deficit nelle aree della  comunicazione, dell’interazione sociale, dell’immaginazione ed a  problemi di comportamento.
I  disturbi della comunicazione riguardano il linguaggio sia verbale che  non verbale; circa il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>Riceviamo e pubblichiamo</strong></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Book Antiqua; color: #002060; font-size: small;">L’autismo  viene definito come un disturbo pervasivo dello sviluppo che si manifesta  entro il terzo anno di età, associato a gravi deficit nelle aree della  comunicazione, dell’interazione sociale, dell’immaginazione ed a  problemi di comportamento.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Book Antiqua; color: #002060; font-size: small;"><a href="http://www.mariodeluca.it/wp-content/uploads/2010/03/autism.JPG"><img class="alignleft size-full wp-image-789" style="margin: 10px;" title="autism" src="/wp-content/uploads/2010/03/autism.JPG" alt="autism" width="179" height="127" /></a>I  disturbi della comunicazione riguardano il linguaggio sia verbale che  non verbale; circa il 50% degli individui con autismo non acquisisce  il linguaggio e, chi lo apprende lo fa tardivamente tra i 5 ed i 9 anni.  Se il linguaggio è presente, spesso è ripetitivo e caratterizzato  da ecolalie, inversione pronominale e da anomalie nell’intonazione,  nell’altezza e nel ritmo della voce. Vi è un’incapacità nell’iniziare  una conversazione, nel mantenerla e nel rispettarne la reciprocità.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Book Antiqua; color: #002060; font-size: small;">Gli  indicatori comportamentali della compromessa interazione sociale sono:  scarso uso degli sguardi diretti, della mimica facciale e dei gesti  che regolano l’interazione sociale; difficoltà nel prendere  parte alla reciprocità dell’interazione sociale e nel prendere  l’iniziativa nel rapportarsi agli altri; mancanza di giochi di simulazione.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Book Antiqua; color: #002060; font-size: small;">Le  difficoltà di comportamento sono visibili in auto ed etero aggressività,  iperattività fisica accentuata, ipersensibilità alle variazioni dell’ambiente  circostante o delle figure di riferimento affettivo. Sono presenti comportamenti  ripetitivi e stereotipati, che possono manifestarsi in piccoli manierismi  motori (sfarfallio delle mani, torsioni del capo) come in complessi  movimenti di tutto il corpo (dondolarsi, camminare in punta di piedi,  ecc.). Altre modalità di comportamento tipiche sono: dedizione persistente  ad interessi ristretti e stereotipati; sottomissione ad abitudini o  rituali specifici; eccessivo interesse per parti di oggetti.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Book Antiqua; color: #002060; font-size: small;">Insieme  a tutto questo, nella vicinanza sincera con i ragazzi autistici è  possibile scoprire un mondo interno spesso ricco in cui, a tanti limiti  e difficoltà, si uniscono il desiderio di vicinanza, una consapevolezza  più o meno elevata del mondo che il circonda ed una grande capacità  di affidarsi a quanti, con cura, si occupano di loro e della loro crescita.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Book Antiqua; color: #002060; font-size: small;"><strong>Associazione il Filo della Torre</strong><br />
</span></p>
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		<title>Laureati: disoccupazione e povertà in aumento. Un paese da cambiare in fretta</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 08:10:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Noi sul web]]></category>

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		<description><![CDATA[Un paese da cambiare, questo il punto di partenza. Una strada in faticosa salita: minori opportunità di lavoro e buste paga più leggere per i laureati, cioè i futuri cittadini di questa povera Italia. Questo l&#8217;allarme del 12° rapporto Almalaurea, secondo il quale nel 2009 è aumentato del 22% (contro il 16,5% dell&#8217;anno precedente) il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2010/03/graduate-150x150.jpg" alt="graduate" title="graduate" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-736" />Un paese da cambiare, questo il punto di partenza. Una strada in faticosa salita: minori opportunità di lavoro e buste paga più leggere per i laureati, cioè i futuri cittadini di questa povera Italia. Questo l&#8217;allarme del 12° rapporto Almalaurea, secondo il quale nel 2009 è aumentato del 22% (contro il 16,5% dell&#8217;anno precedente) il tasso di disoccupazione tra i laureati triennali, che hanno sempre più difficoltà a trovare un impiego a causa della convinzione che siano poco preparati perché hanno studiato di meno. Un trend che dev&#8217;essere invertito immediatamente. Non c&#8217;è tempo da perdere.</p>
<p><a href="https://www.almalaurea.it/">Il Rapporto di Almalaurea</a></p>
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