LA GIORNATA SULLA DISABILITA’: OLTRE IL RITO LA QUOTIDIANITA’

Pubblicato nella categoria Comunicati stampa venerdì 3 dicembre 2010

Oggi si celebra la giornata internazionale ed europea sulla disabilità istituita nel 1993. Un momento di riflessione, di dibattito e di confronto sulle tematiche che riguardano una larga parte della popolazione italiana: sono 4 milioni e 100.000 le persone con disabilità nel nostro Paese, pari al 6,7% della popolazione secondo l’ultimo rapporto del Censis. Eppure di handicap si parla pochissimo e forse, è proprio questo il significato della giornata celebrativa, parlare e far conoscere una realtà che molti ignorano, vissuta nell’immaginario collettivo ancora con modelli preconfezionati al limite del pregiudizio. Quindi, andando oltre le raccolte di fondi, le piantine e i fiocchetti distintivi, questa giornata è per il mondo della disabilità la conquista di anni di battaglie e di lotte per i diritti che hanno portato all’adozione della convenzione sui diritti delle persone con disabilità approvata dalle Nazioni Unite nel 2006. Una grande conquista che deve fare i conti con le difficoltà quotidiane che si vivono nel nostro Paese, una realtà ben lontana dai diritti contenuti nella convenzione. Troviamo falle ovunque, dal diritto allo studio a quello della salute e assistenza, dal diritto all’autodeterminazione a quello al lavoro, il nostro Paese fa acqua da tutte le parti, in barba alle conquiste raggiunte in anni di battaglie. Uno dei più feroci attacchi ha riguardato la scuola. Con la nuova riforma approvata alla Camera dei Deputati e in attesa di essere votata al Senato, si riducono, infatti, drasticamente le ore di sostegno per gli alunni con disabilità e parallelamente a questo abbiamo visto il tentativo di reintrodurre sotto mentite spoglie le classi differenziate attraverso programmi scolastici che, invece di andare verso l’inclusione sociale vanno nella direzione opposta. Anche dal punto di vista del lavoro e delle previdenze le cose non vanno molto meglio, la legge 68 che prevede il collocamento mirato al lavoro delle persone con disabilità è disattesa da anni così il disabile non solo non è inserito nel contesto lavorativo e quindi sociale, ma grava sulle casse dello Stato. Su questo argomento è arrivato anche il rapporto Ocse che accusa l’Italia di far niente o poco per far si che le persone disabili possano lavorare e lancia l’allarme dicendo che se non ci sarà un’inversione di tendenza le persone che beneficiano di pensioni di malattia o di disabilità andranno ben oltre il 6% odierno. Questo, tuttavia, pare non interessare il Governo che invece di attuare politiche rivolte al lavoro alleggerendo così gli istituti di assistenza ritiene che il problema dell’Italia sia il falso invalido e per questo è iniziata da qualche mese la caccia alle streghe che sta pesantemente penalizzando i disabili veri, costretti alle vie crucis dell’Inps, a doppi e tripli controlli, un’operazione propagandistica che da una parte sta penalizzando le famiglie con a carico un disabile, e dall’altra sta costando molto di più di quanto si pensa di ottenere trovando il falso invalido; è da sottolineare che la giusta battaglia contro i falsi invalidi ancora non ha prodotto nessuna denuncia verso medici e commissioni che almeno in teoria sarebbero stati compiacenti nell’attribuire l’invalidità a chi non ha diritto. Infine sorvolando sul taglio al fondo per la non autosufficienza, e anche sulla miseria delle pensioni adesso, tanto per gradire, si è deciso di ridurre il fondo stanziato per il 5X1000 del 75% così anche l’universo del volontariato e dell’associazionismo non troverà nelle sue casse i soldi che i cittadini italiani hanno versato esprimendo una precisa volontà e i disabili e le loro famiglie non potranno più contare neanche sul volontariato. Se pensiamo che tutto questo è prodotto da un attacco culturale a cui si aggiungono fatti di cronaca, in cui i disabili sono vessati o maltrattati, l’arretratezza in tema di abbattimento delle barriere architettoniche e sensoriali, la mancanza di progetti per il Dopo di Noi, la solitudine che in Italia si sta creando intorno ai disabili, alle loro famiglie e agli operatori del settore, non possiamo non vedere, come Italia dei Valori, la ritualità dei riflettori accesi in una giornata commemorativa che si scontra con le difficoltà della realtà quotidiana quando i riflettori sono puntati altrove.


LEGGE DI STABILITA’, MA PER CHI?

Pubblicato nella categoria Comunicati stampa, Disabilità, Terzo Settore giovedì 25 novembre 2010

Roma 23 novembre 2010. Dopo l’azzeramento del Fondo Nazionale per la non autosufficienza, dopo la drastica riduzione del Fondo per le Politiche Sociali , dopo il taglio al Fondo Nazionale per il Diritto al lavoro dei disabili e dopo la distruzione di quanto si è cercato di costruire in questi anni in termini di inclusione sociale per le persone con disabilità, adesso anche la volontà dei cittadini non viene rispettata. Infatti, per fare quadrare i conti elettorali di un governo ormai alla fine, si è deciso di ridurre del 75% rispetto allo scorso anno il fondo connesso al 5 per mille destinato alle associazioni di volontariato. I fondi destinati alle Onlus sono passati da 400 milioni di euro a 100 milioni, ben 300 milioni in meno, quindi, tutti quei cittadini che nel momento della dichiarazione dei redditi esprimono la volontà di destinare i loro soldi per gli anziani, i disabili, per la ricerca, per il volontariato ecc… devono sapere che quei soldi andranno nelle tasche delle scuole private e devono sapere che in questo modo tutto il terzo settore rischia di scomparire definitivamente e con lui verranno drasticamente ridotte anche le attività culturali e i progetti universitari di ricerca. La vicenda in questo momento è nelle mani del Senato, che dovrà correre ai ripari se vorrà evitare questa sciagura, ma con il clima politico generale e la maggioranza in profonda crisi, il rischio che questi fondi non vengano ripristinati è davvero troppo concreto. Qualcuno ha anche provato a placare le proteste dell’associazionismo dicendo che i 100 milioni di euro sono un “acconto” e che il saldo arriverà.

Intanto il terzo settore ha inviato una petizione al Parlamento Italiano e ai presidenti della Camera e del Senato. Il documento è anche online , il sito si chiama: Io non ci sto e ogni giorno si aggiungono nuovi firmatari. Al momento le adesioni sono circa 70.000. Altre iniziative di questo tipo sono state promosse anche da associazioni e gruppi di associazioni. Alla petizione promossa dal settimanale Vita e dal Forum del Terzo Settore hanno già aderito oltre 10.000 persone, tra i firmatari degli appelli figurano Emergency, Libera, Gruppo Abele, Greenpeace, Coordinamento Italiano Network internazionali, Medici senza Frontiere, Amnesty International, Telethon, Unicef, Save The Children e scusate se è poco.

Se non verranno ripristinati questi fondi migliaia di persone si ritroveranno senza assistenza, e si è bene dirlo una volta per tutte che, quando si parla di volontariato si parla di servizi resi ai cittadini, si parla di assistenza agli anziani, ai disabili, alle famiglie indigenti, si parla di aspettative di vita di persone svantaggiate, si parla di un lavoro svolto dal no profit che la maggior parte dei casi va a sostituire le carenze di uno stato sociale latitante, non più come si pensa una rete di sostegno a lavoro delle istituzioni o degli enti locali, non solo un supporto ma una vera e propria presa in carico di persone. Allora penso, come faranno tutti quei cittadini che vivono o sopravvivono grazie al lavoro di queste organizzazioni? Come è possibile che il governo non si renda conto della gravità di questo scippo? ma forse la risposta è sempre la stessa. L’universo del associazionismo non risponde a logiche elettorali e di questi tempi il bottino è meglio metterlo in bacini sicuri.


“Disabili, Falsi invalidi e controlli dalla crociata alla via Crucis”

Pubblicato nella categoria Comunicati stampa giovedì 11 novembre 2010

Roma 2 novembre 2010. E’ allarmante il silenzio che i grandi mezzi d’informazione stanno conducendo rispetto al problema delle verifiche attuate dalle nuove misure di Governo (DM 2 agosto 2007)  portate avanti dall’Inps, sulla condizione di disabilità dei cittadini portatori di handicap, che usufruiscono dell’indennità di accompagnamento e della pensione di invalidità.

Per comprendere i disagi e le umiliazioni alle quali sono sottoposti in questi giorni i disabili, è sufficiente recarsi presso le sedi INPS, e li che si svolge la via Crucis dei disabili con famiglie   al seguito. Le segnalazioni provenienti dalle associazioni e dai familiari di persone disabili sono innumerevoli, i disagi all’ordine del giorno, come ad esempio: lettere recapitate nei mesi di luglio e agosto con termine ultimo di 15 giorni, tempo utile concesso dall’ INPS per certificare lo stato di handicap attuale, che nel 50% dei casi risulta aggravato dalla progressione della patologia o semplicemente dall’avanzare dell’età. In parole povere  i drammi di decenni di vita da certificare in 15 giorni. Per non parlare – prosegue De Luca- del telefono e fax dell’ INPS andato in tilt, con imbarazzo degli operatori di una società di un call-center, che non sanno a quale santo rivolgersi per rispondere all’ utenza. Altro nodo dolente, alla Commissione INPS non sono stati ammessi associazioni e sindacati a tutela della contro parte, è solo concesso farsi accompagnare da un medico legale, a spese del disabile. Per ironia della sorte alcuni disabili sono venuti a conoscenza, che tutti devono essere sottoposti a visita come da DM 2 agosto 2007, quindi c’è da chiedersi cosa accadrà a chi è riuscito ad inviare un fax con il certificato di invalidità antecedente al 2/8/2007?

L’ INPS risponde che concede il ricorso l’ennesimo danno con relativa beffa ai danni delle persone con handicap. E’ di pochi giorni fa la notizia- dichiara Mario Dany De Luca responsabile Nazionale dipartimento politiche superamento dell’handicap dell’Italia dei Valori- di un cittadino siciliano in stato vegetativo al quale è arrivata la richiesta di verifica da parte dell’Inps nonostante la sua inconfutabile situazione di disabilità avrebbe dovuto escluderlo da altri controlli. Non solo, stanno arrivando delle segnalazioni di persone chiamate a dar conto entro 15 giorni dal ricevimento della comunicazione, della documentazione necessaria per continuare a ricevere la pensione o l’indennità di accompagnamento o entrambe, e sono molti i cittadini chiamati a sottoporsi a doppia visita prima dell’ASL e poi dall’INPS per constare la condizione di disabilità, che fa pensare anche all’inutilità di un membro permanente di medici INPS all’interno delle commissioni della ASL se tanto poi ci si ritroverà a dover effettuare un secondo controllo. Nessuno contesta – prosegue De Luca –il diritto teorico di verificare la persistenza dei requisiti che hanno portato, negli anni passati, una regolare commissione medica, onesta fino a prova contraria, a certificare una percentuale di invalidità tale da comportare l’attribuzione di un beneficio economico, pensione, assegno, o indennità di accompagnamento. Ma questo controllo, va ricordato, è finalizzato esclusivamente a smascherare falsi invalidi, ossia persone che stanno truffando lo Stato perché sono state aiutate, in questa truffa, da medici compiacenti o collusi, o corrotti, non abbiamo ancora notizia di una sola denuncia nei confronti di medici di questo tipo. I controlli stanno arrivando a tutti dai malati di SLA a poliomielitici di vecchia data, persone allettate, paraplegici, tetraplegici e via discorrendo, tutti chiamati a presentarsi davanti alle commissioni. Sarebbe interessante sapere adesso dopo tre mesi di controlli quali effetti stanno producendo alle casse dello Stato, visto che gli effetti sui disabili e le loro famiglie sono sotto gli occhi di tutti, solo la grande stampa che dapprima spende grandi titoli per la task force contro il falso invalido si dimentica poi di verificare effetti e modalità d’intervento.


DISABILITA’: “TRA CLASSI DIFFERENZIATE E RUPE TARPEA; LA SCUOLA PERDE I PEZZI E I DISABILI LA LORO DIGNITA’”

Pubblicato nella categoria Comunicati stampa, Disabilità giovedì 11 novembre 2010

Roma 24 ottobre 2010. Infiamma la polemica per dichiarazioni del Presidente della Provincia di Udine, nonché esponente leghista, sulla necessità di rintrodurre le classi differenziate per gli alunni disabili, perché, a suo dire “rallentano il percorso scolastico degli altri alunni”. Tra prese di distanza e contestazioni, anche dalla sua stessa parte politica, continua ad insidiarsi un pensiero pericoloso, quello di emarginare i disabili dalla vita sociale limitandone l’integrazione. Così Mario Dany De Luca responsabile nazionale dipartimento politiche per superamento dell’handicap dell’Italia dei Valori, interviene sull’inquietante scenario che si sta delineando sulle problematiche dell’handicap: “ Quanto affermato dal Presidente della provincia di Udine fa eco a quanto dichiarato non molto tempo fa da un professore del conservatorio di Milano, che sosteneva il ritorno alla Rupe Tarpea. Dichiarazioni inquietanti e discriminatorie che devono far riflettere sull’andamento civile e morale di questo Paese. Anche se non si volesse dar peso a dichiarazioni di questo tipo- commenta De Luca- dette e poi smentite dal solito “sono stato frainteso”, non possiamo non vedere qual’ è la realtà di migliaia di famiglie, mamme e familiari di persone disabili che si trovano a vivere e a lottare per la salvaguardia dei  propri diritti. A Roma ad esempio è iniziata la protesta nelle scuole in cui anno dopo anno diminuiscono gli insegnanti di sostegno per gli alunni con handicap. In sostanza quelle affermazioni smascherano l’idea di istruzione e integrazione scolastica che la destra sta introducendo, non bisogna per forza cambiare le leggi per avere gli effetti desiderati a volte basta svuotare le leggi esistenti del loro contenuto come sta accadendo nella scuola pubblica con la scusa dei tagli nell’istruzione. Quello che si sta portando avanti da molto tempo è quanto di più vile si possa fare, più degli attacchi all’indennità d’accompagnamento, più dell’affondo sulle pensioni d’invalidità, più ancora della mancanza di fondi per le politiche sociali, perché non investire sull’integrazione e l’assistenza scolastica significa tarpare le ali ai bambini e ragazzi, al loro futuro e alla loro dignità costringendoli ad essere sempre dei cittadini di serie B.


COOP SOCIALI, DE LUCA (IDV): “SBLOCCARE CONTRATTI LAVORATORI”

Pubblicato nella categoria Comunicati stampa lunedì 6 settembre 2010

Roma, 06 set – “Il comune di Roma rispetti gli impegni assunti con le cooperative sociali e garantisca ai lavoratori i loro diritti.” Lo chiede, in una nota, il responsabile regionale per il terzo settore e la sanità dell’Italia dei Valori, Mario De Luca. “Circa 400 persone rischiano di perdere il posto di lavoro in un momento di grave crisi economica, solo per intoppi burocratici, non sappiamo fino a che punto voluti. Parliamo di decine e decine di soggetti, appartenenti a categorie svantaggiate, che si guadagnano da vivere onestamente curando il verde pubblico nell’interesse di tutti i cittadini romani – prosegue – Mentre l’amministrazione comunale si perde dietro a progettazioni utopistiche e inutili, la vita quotidiana di migliaia di persone diventa sempre più complicata: a queste categorie noi guardiamo con preoccupazione e assicuriamo tutto il nostro sostegno”.


Le cooperative sociali manifestano per il riconoscimento del diritto alla sicurezza del lavoro e per il ripristino della legalità

Pubblicato nella categoria Comunicati stampa lunedì 22 marzo 2010

Oggi hanno nuovamente manifestato  le Cooperative Sociali integrate vilmente attaccate dalla giunta del Sindaco Gianni Alemanno. Mario De Luca, Responsabile Regionale Dipartimento Welfare e Lavoro nel partecipare alla manifestazione in Campidoglio ha così commentato – E’ dal mese di novembre del 2009 che i lavoratori delle Cooperative Sociali chiedono il rispetto degli impegni assunti dal Sindaco anche attraverso la delibera 124/09.  A causa dell’indifferenza di questa Amministrazione nei confronti del mondo del sociale oggi i lavoratori sono costretti a scendere nuovamente in piazza. Non è bastato dunque superare i mille ostacoli che il Sindaco ha imposto alle Cooperative, cambiando anche le carte in tavola per favorire le strutture a lui amiche e lasciando escluse realtà che da anni si battono per l’integrazione e il diritto ad una vita dignitosa di 400 lavoratori di cui 270 tra persone disabili, ex detenuti, immigrati e categorie svantaggiate. Questi giochi di potere politico – prosegue Mario De Luca -  stanno trascinando un intero insostituibile settore nel baratro dell’incertezza economica e lavorativa. Le Cooperative assicurano una mobilitazione permanente, tant’è che cinque persone hanno iniziato lo sciopero della fame, affinché rimanga acceso il riflettore su questa sconcertante vicenda che vede come sempre lesi i diritti delle fasce più deboli di questa città.


L’assistenza protesica, la pubblica amministrazione e la politica

Pubblicato nella categoria Comunicati stampa, Disabilità, In primo piano, Sanità mercoledì 17 marzo 2010

michelangelo-creazione-di-adamo-7600064-758917Mercoledì 24 marzo parteciperò a un importante convegno nel quale si discuterà del futuro della nostra sanità regionale con un soggetto di particolare importanza come i centri di tecnica ortopedica.

Clicca qui per conoscere tutto il programma.


Accreditamento diretto per i fisioterapisti

Pubblicato nella categoria Comunicati stampa lunedì 8 marzo 2010

riabilitazione-neuromotoriaSottolineando uno dei passaggi più importanti del suo programma, Mario De Luca difende il ruolo fondamentale dei fisioterapisti, impegnati nella riabilitazione: “Affinché la figura del fisioterapista ritorni ad avere un ruolo centrale nel rapporto diretto con l’utenza è necessario potenziare l’accreditamento diretto e riportare l’utenza al centro del servizio riabilitativo”.


From Medea – spettacolo sovratitolato

Pubblicato nella categoria Comunicati stampa, Disabilità, Terzo Settore domenica 7 marzo 2010

E’ passato meno di un anno dalla prima esperienza italiana di teatro accessibile anche  alle persone sorde, svoltasi al Teatro Brancaccio di Roma e l’Associazione Li.Fra, fondata da due giovani attori, Lisa Girelli e Francesco Montingelli, ritorna e propone  di nuovo nella capitale Il teatro oltre il silenzio che attraverso l’impiego di tecnologie innovative ed avanzatissime per la sovratitolazione, inclusa nel contesto e nella cornice scenografica, arricchiscono il contenuto artistico dello spettacolo favorendone contemporaneamente la fruizione a quanti incontrano continuamente, negli atti quotidiani della vita,  barriere della comunicazione e barriere culturali.locandina_from_medea
Un’attività promozionale dunque di inclusione sociale, sottotitoli inclusi: un vero teatro per tutti, realizzato attraverso tre videowall, affiancati sulla scena, su cui appaiono i sottotitoli ben disposti per forma, colore, contrasto, nitidezza e congruenza scenografica. Attività che si concretizzerà  8 e  9 marzo, alle ore 21 nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica  di Roma in viale P. de Coubertin, dove andrà in scena l’atto unico from Medea di Grazia Verasani, poliedrica sceneggiatrice bolognese. Dalla collaborazione continua e dallo scambio di esperienze, è nata una forma di sodalizio tra Li.Fra e Fiadda che ha consentito a ciascuno un costante arricchimento ed una evoluzione verso forme e linguaggi artistici più adeguati  ed accessibili. Grazie alla conoscenza e frequentazione delle persone sorde sono apparse chiari agli artefici della rappresentazione teatrale, le specificità  comunicative di chi, nato o divenuto sordo nei primi anni di vita, ha dovuto conquistare con impegno costante l’acquisizione della lingua parlata e scritta, una buona competenza linguistica. Un teatro per andare quindi oltre il silenzio, oltre le parole, oltre i pregiudizi, le paure, le discriminazioni, i limiti, liberi e consapevoli di accettare questa, come altre condizioni umane, e affrontare la vita con le stesse aspirazioni e aspettative di qualunque altra persona”.Un teatro che continua ad entusiasmare ed appassionare un vasto pubblico incluse le persone sorde e le loro famiglie.
L’associazione nazionale Fiadda, da circa quaranta anni, si occupa di inclusione scolastica, sociale e lavorativa delle persone sorde, ovvero della loro promozione sociale. Si dedica ad attività di sostegno e ricerche in tutti quegli ambiti che afferiscono alla problematica propria della sordità. Particolare rilievo ricoprono in tal senso tutte le innovazioni tecnologiche utili all’abbattimento delle barriere della comunicazione e della percezione , non solo a teatro, ma anche a cinema, televisione, luoghi del tempo libero,aule scolastiche ed universitarie, musei e sedi di convegno. Tutti luoghi e momenti, se resi accessibili,  in cui una persona sorda può vedere ricompensato l’impegno profuso nel proprio percorso di vita per acquisire la necessaria competenza linguistica e porsi di fatto nella condizione migliore di comunicazione interpersonale. E’ proprio dal precoce intervento diagnostico, protesico ed abilitativo che bisogna far partire il progetto di vita di un bambino che nasce sordo, oggi più che mai, per potere utilizzare tutto quanto la tecnologia, la ricerca  e le tecniche abilitative- logopediche consentono, a cominciare dal probabile recupero di capacità percettiva uditiva.
In coerenza con questi obiettivi la Fiadda continuerà a collaborare con l’associazione Li.Fra in tutte le città in cui presenterà l’atto unico From Medea, a cominciare proprio dagli spettacoli di imminente programmazione nei teatri della Lombardia in cui le sezioni territoriali  Fiadda stanno dando la più ampia adesione.
E’ auspicio condiviso da tutti che il Teatro oltre il silenzio della L.iFra abbia la giusta diffusione, il giusto riconoscimento del valore culturale che reca e possa rappresentare solo uno dei  primi passi di un lungo cammino.
E’ passato meno di un anno dalla prima esperienza italiana di teatro accessibile anche  alle persone sorde, svoltasi al Teatro Brancaccio di Roma e l’Associazione Li.Fra, fondata da due giovani attori, Lisa Girelli e Francesco Montingelli, ritorna e propone  di nuovo nella capitale Il teatro oltre il silenzio che attraverso l’impiego di tecnologie innovative ed avanzatissime per la sovratitolazione, inclusa nel contesto e nella cornice scenografica, arricchiscono il contenuto artistico dello spettacolo favorendone contemporaneamente la fruizione a quanti incontrano continuamente, negli atti quotidiani della vita,  barriere della comunicazione e barriere culturali.

Un’attività promozionale dunque di inclusione sociale, sottotitoli inclusi: un vero teatro per tutti, realizzato attraverso tre videowall, affiancati sulla scena, su cui appaiono i sottotitoli ben disposti per forma, colore, contrasto, nitidezza e congruenza scenografica. Attività che si concretizzerà  8 e  9 marzo, alle ore 21 nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica  di Roma in viale P. de Coubertin, dove andrà in scena l’atto unico from Medea di Grazia Verasani, poliedrica sceneggiatrice bolognese. Dalla collaborazione continua e dallo scambio di esperienze, è nata una forma di sodalizio tra Li.Fra e Fiadda che ha consentito a ciascuno un costante arricchimento ed una evoluzione verso forme e linguaggi artistici più adeguati  ed accessibili. Grazie alla conoscenza e frequentazione delle persone sorde sono apparse chiari agli artefici della rappresentazione teatrale, le specificità  comunicative di chi, nato o divenuto sordo nei primi anni di vita, ha dovuto conquistare con impegno costante l’acquisizione della lingua parlata e scritta, una buona competenza linguistica. Un teatro per andare quindi oltre il silenzio, oltre le parole, oltre i pregiudizi, le paure, le discriminazioni, i limiti, liberi e consapevoli di accettare questa, come altre condizioni umane, e affrontare la vita con le stesse aspirazioni e aspettative di qualunque altra persona”.Un teatro che continua ad entusiasmare ed appassionare un vasto pubblico incluse le persone sorde e le loro famiglie.

L’associazione nazionale Fiadda, da circa quaranta anni, si occupa di inclusione scolastica, sociale e lavorativa delle persone sorde, ovvero della loro promozione sociale. Si dedica ad attività di sostegno e ricerche in tutti quegli ambiti che afferiscono alla problematica propria della sordità. Particolare rilievo ricoprono in tal senso tutte le innovazioni tecnologiche utili all’abbattimento delle barriere della comunicazione e della percezione , non solo a teatro, ma anche a cinema, televisione, luoghi del tempo libero,aule scolastiche ed universitarie, musei e sedi di convegno. Tutti luoghi e momenti, se resi accessibili,  in cui una persona sorda può vedere ricompensato l’impegno profuso nel proprio percorso di vita per acquisire la necessaria competenza linguistica e porsi di fatto nella condizione migliore di comunicazione interpersonale. E’ proprio dal precoce intervento diagnostico, protesico ed abilitativo che bisogna far partire il progetto di vita di un bambino che nasce sordo, oggi più che mai, per potere utilizzare tutto quanto la tecnologia, la ricerca  e le tecniche abilitative- logopediche consentono, a cominciare dal probabile recupero di capacità percettiva uditiva.

In coerenza con questi obiettivi la Fiadda continuerà a collaborare con l’associazione Li.Fra in tutte le città in cui presenterà l’atto unico From Medea, a cominciare proprio dagli spettacoli di imminente programmazione nei teatri della Lombardia in cui le sezioni territoriali  Fiadda stanno dando la più ampia adesione.

E’ auspicio condiviso da tutti che il Teatro oltre il silenzio della L.iFra abbia la giusta diffusione, il giusto riconoscimento del valore culturale che reca e possa rappresentare solo uno dei  primi passi di un lungo cammino.

Il Presidente Nazionale

Antonio Cotura


l’11 marzo a Montecitorio per il Santa Lucia

Pubblicato nella categoria Comunicati stampa sabato 6 marzo 2010

disabileCOMUNICATO STAMPA – Dopo l’assemblea del 5 marzo, convocata dalle organizzazioni sindacali congiuntamente col coordinamento “Salviamo l’ospedale Santa Lucia” è stata decisa un’ulteriore mobilitazione per protestare contro l’immobilismo delle istituzioni nei confronti della vertenza della Fondazione Santa Lucia, che vede da 2 mesi mobilitati dipendenti, utenti, genitori e sportivi. Nel corso dell’assemblea i sindacati hanno deciso di chiedere alle candidate al governo della Regione Lazio un impegno concreto nei confronti del commissario di governo per risolvere la situazione della Fondazione che si sta trascinando da troppo tempo. Nonostante le grandi manifestazioni, l’interesse dei mezzi di comunicazione e gli attestati di stima nei confronti del lavoro della Fondazione, ad oggi nessun atto concreto è stato prodotto dalle Istituzioni nelle quali è stata risposta, invano, grande fiducia.

Per questo è stata indetta per giovedì 11, alle ore 11 in piazza Montecitorio una nuova mobilitazione di protesta contro l’immobilismo del Governo. è importante ricordare che ancora non è stata riconosciuta alla fondazione l’alta specializzazione e l’eccellenza per la quale si distingue in termini di ricerca e riabilitazione, ancora non è stato riconosciuto il corrispettivo economico per prestazioni già erogate dalla Fondazione. Il Santa Lucia è ancora in grave pericolo e con lei i posti di lavoro e il diritto alla cura d’eccellenza patrimonio comune per tutto il Paese.


Come si vota, istruzioni per il voto domiciliare e il voto assistito

Pubblicato nella categoria Comunicati stampa giovedì 4 marzo 2010

la-politica-accessibileVoto domiciliare

Gli elettori affetti da gravi infermità tali da impedirne l’allontanamento dall’abitazione che si trovino in condizioni di dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali possono richiedere di essere ammessi al voto nel proprio domicilio.
L’elettore deve far pervenire non oltre il ventesimo giorno antecedente la data della votazione (quindi entro lunedì 8 marzo):

  • una dichiarazione attestante la volontà di esprimere il voto presso l’abitazione in cui dimorano, indicandone il completo indirizzo;
  • copia della tessera elettorale;
  • certificato medico rilasciato dalla A.S.L. da cui risulti l’esistenza dell’infermità fisica tale da impedire l’elettore di recarsi al seggio;

I documenti vanno indirizzati al “Sindaco del Comune di Roma” e fatti pervenire all’Ufficio Elettorale del Comune di Roma – Piazza Guglielmo Marconi, 26/c – 00144 Roma
Il certificato medico può attestare anche l’eventuale necessità di un accompagnatore per l’esercizio del voto, nel caso in cui l’annotazione non sia già inserita sulla tessera elettorale.
Il voto verrà raccolto durante le ore in cui è aperta la votazione, dal Presidente dell’ufficio elettorale di sezione nella cui circoscrizione è ricompresa la dimora dell’elettore, con l’assistenza di uno scrutatore e del segretario.

Voto delle persone non deambulanti

Gli elettori non deambulanti possono esercitare il diritto di voto nella propria sezione elettorale, oppure in altra sezione appartenente alla stessa circoscrizione amministrativa priva di barriere architettoniche, previa esibizione, unitamente alla tessera elettorale, di una attestazione medica rilasciata dalla A.S.L.
Questa attestazione è valida anche se rilasciata in precedenza per altri scopi, come pure è valida una copia della patente di guida speciale, purché dalla documentazione risulti l’impossibilità o la capacità gravemente ridotta di deambulazione.
Poiché l’attestazione deve essere trattenuta dal seggio, occorre premunirsi di una copia, anche non autentica, da consegnare al Presidente.

Voto assistito

Gli elettori affetti da grave infermità fisica che non possono esercitare autonomamente il diritto di voto, ed hanno bisogno dell’assistenza di un altro elettore per esprimere il proprio voto (non vedenti, amputati delle mani, affetti da paralisi o altro impedimento di analoga gravità tale da non consentire l’autonoma espressione del diritto al voto) possono esprimere il voto con l’assistenza di un elettore della propria famiglia o, in mancanza, di un altro elettore liberamente scelto, purché iscritto nelle liste elettorali in un qualsiasi Comune della Repubblica.
Non ci sono scadenze, la persona interessata o altra persona per suo conto deve presentare, presso il Servizio Elettorale – P.za G. Marconi, 26/c – 1° piano – Reparto SEZIONI OSPEDALIERE:

richiesta tendente ad ottenere l’annotazione permanente del diritto al voto assistito;
tessera elettorale personale del richiedente;
certificato medico rilasciato dall’Ufficio di Medicina Legale della A.S.L. di appartenenza che attesti che l’infermità fisica impedisce all’elettore di esprimere il voto senza l’aiuto di un altro elettore.

Per gli ELETTORI NON VEDENTI è necessario esibire il libretto nominativo di pensione attualmente rilasciato dall’ I.N.P.S. nel quale sia indicata la categoria generica “invciv” ed apposita documentazione sanitaria, rilasciata da Medico Legale ed attestante l’impossibilità ad esercitare autonomamente il diritto di voto, o il libretto nominativo di pensione precedentemente rilasciato dall’ I.N.P.S. o dal Ministero dell’Interno nel quale sia indicata la categoria “Ciechi civili” ed un numero attestante la cecità assoluta del titolare del libretto (cioè uno dei seguenti numeri di codice o fascia: 06, 07, 10, 11, 15, 18, 19).
I tempi di erogazione sono contestuali alla presentazione della documentazione.

Scarica il modulo per fare la richiesta del voto domiciliare


Mario De Luca incontra la Dott.ssa Michaela Gloeckler

Pubblicato nella categoria Comunicati stampa martedì 2 marzo 2010

… nell’ambito di una conferenza tenuta il 1 marzo 2010 a Roma, presso il Centro Culturale “La Primula”, sulla validità della pedagogia Waldorf in questo tempo e per i bambini di oggi.
Da anni De Luca si interessa di tale pedagogia, dopo aver conosciuto la strategia pedagogica applicata al recupero dei ragazzi diversamente abili presso la “Casa Lőic” a Capena (Roma).
L’urgenza attuale è la conoscenza più approfondita di una pedagogia così avanzata e nata nel 1919 per offrire ai figli degli operai della fabbrica Waldorf-Astoria le stesse possibilità degli altri bambini. L’aspetto sociale, igienico e morale che impregna tale pedagogia invita a riflettere sulla necessità di una maggiore attenzione alla formazione degli insegnanti, sul reale inserimento del disabile nel mondo scolastico, e all’approvazione di progetti volti ad offrire  a tutti l’opportunità di crescere come esseri liberi e degni di rispetto.

Nella foto: Mario De Luca, Michaela Goeckler, e Marcus Fingerle

mario de luca e la dott.ssa michaela cloecker

La casa, un diritto da ricostruire

Pubblicato nella categoria Comunicati stampa lunedì 1 marzo 2010

emergenza-abitativaIl problema della casa è divenuto una vera emergenza con l’inasprirsi della crisi economica. Per molti lavoratori la mancanza di ammortizzatori sociali, in grado di sostenerli nei periodi più duri, ha significato la perdita anche della casa. I dati Istat sono allarmanti. Nel secondo semestre 2009 si registra una diminuzione del reddito delle famiglie costrette a ridurre le spese e intaccare ai risparmi, migliaia di nuclei in affitto rischiano la morosità. Dal 2004 ad oggi sono stati eseguiti 120.000 sfratti di cui 100.000 per morosità. L’aumento delle spese e dei canoni per mantenere l’alloggio si prevede porterà sul lastrico 150.000 famiglie che perderanno l’abitazione tra il 2009 e il 2011.
Le situazioni di maggiore emergenza si registrano nelle grandi città. A Roma nel 2008 i provvedimenti esecutivi di sfratto sono aumentati del 11,1%, a denunciarlo è la Sunia (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini Assegnatari). Le passate amministrazioni capitoline hanno sempre demandato l’emergenza abitativa divenuta ora un vero problema di sicurezza sociale. Molte le famiglie che di fronte al vuoto istituzionale si rivolgono ai movimenti di lotta per la casa che nella capitale hanno una lunga tradizione. La giunta di destra presieduta dal sindaco Alemanno ha mostrato il volto più duro nei confronti dei comitati e dei movimenti di lotta. Gli sgomberi di centinaia di famiglie presso il Regina Elena e poi della scuola “8 marzo” alla Magliana con l’arresto degli organizzatori sono i prodotti di questa filosofia repressiva. Non si è arrivati però a risolvere i problemi dei cittadini che invece segnalano l’inefficienza dell’ufficio Speciale Case. Durante il prossimo biennio saranno 19.273 famiglie a rimanere senza casa. A subire questo disagio non sono solamente le persone emarginate. Si tratta soprattutto di impiegati e operai ma anche di pensionati e lavoratori precari, solo per il 10% disoccupati, tutti cittadini che attendono risposte concrete dalle quali ripartire per un futuro che possa garantire la tanto agognata sicurezza.


Basta inquinamento, l’acqua non si tocca

Pubblicato nella categoria Comunicati stampa lunedì 1 marzo 2010

Ancora veleni a inquinare le nostre acque. Dopo l’onda nera del Po anche nella nostra regione è scattato l’allarme inquinamento. L’Aniene, affluente del Tevere e secondo fiume della capitale è in emergenza. Grazie alle segnalazioni di alcuni passanti, intorno alle 17 nella giornata di ieri, sono partiti i primi soccorsi. Una squadra di sommozzatori dei vigili del fuoco è al lavoro per cercare di arginare una macchia oleosa avvistata all’altezza di Ponte Mammolo. Si parla di un possibile scarico effettuato in zona che rischia di inquinare le acque del fiume. Una pratica diffusa visto la scarsa attenzione per l’ecologia che ha portato all’inquinamento delle acque dei nostri fiumi da parte di persone e società senza scrupoli. Il nostro futuro è nell’equilibrio della natura, nel mantenimento del già precario ecosistema che stiamo deturpando in nome di un dio denaro che a lungo termine ci porterà a fondo. Nessuno sconto di pena per questi crimini che ci precludono il futuro. Dobbiamo difendere senza mezzi termini le acque del nostro territorio che sono la vita per tutti gli esseri viventi.


Con il Popolo Viola a difesa della Costituzione

Pubblicato nella categoria Comunicati stampa lunedì 1 marzo 2010

Il popolo viola è pronto a ripartire. Sono almeno 200 i pullman attesi da tutta Italia a Roma. Le trecentomila persone previste oggi alle 14,30 nella capitale sono pronte a inondare di Viola piazza del Popolo.
Tanti i cittadini che sfileranno contro il legittimo impedimento a difendere la nostra Costituzione. “La legge è uguale per tutti” e purtroppo nella nostro bel paese bisogna tornare a urlarlo in Piazza. Un popolo organizzato e libero composto da persone stufe di veder ripetutamente calpestati i propri diritti. Giovani precari, famiglie ma anche anziani preoccupati per le condizioni di un paese per il quale hanno lottato e di cui vedono sfiorirne i principi, pronti a cogliere la nuova sfida a difesa della legalità resa necessaria anche dai recenti e gravi fatti di cronaca venuti alla luce.
Una piazza che cresce e si rende sempre più consapevole della necessità di difendere i diritti costituzionali. Alla seconda manifestazione nazionale il popolo viola del web non si arresta pronto a puntare il dito contro chi manipola l’informazione e cerca di trarne profitto. A due mesi dal “No B day” il popolo viola chiede il rispetto della Costituzione e il sostegno degli organi di garanzia, alla base di una democrazia che come recita il primo articolo della Costituzione deve appartenere al popolo.


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