“Disabili, Falsi invalidi e controlli dalla crociata alla via Crucis”

Pubblicato nella categoria Comunicati stampa giovedì 11 novembre 2010

Roma 2 novembre 2010. E’ allarmante il silenzio che i grandi mezzi d’informazione stanno conducendo rispetto al problema delle verifiche attuate dalle nuove misure di Governo (DM 2 agosto 2007)  portate avanti dall’Inps, sulla condizione di disabilità dei cittadini portatori di handicap, che usufruiscono dell’indennità di accompagnamento e della pensione di invalidità.

Per comprendere i disagi e le umiliazioni alle quali sono sottoposti in questi giorni i disabili, è sufficiente recarsi presso le sedi INPS, e li che si svolge la via Crucis dei disabili con famiglie   al seguito. Le segnalazioni provenienti dalle associazioni e dai familiari di persone disabili sono innumerevoli, i disagi all’ordine del giorno, come ad esempio: lettere recapitate nei mesi di luglio e agosto con termine ultimo di 15 giorni, tempo utile concesso dall’ INPS per certificare lo stato di handicap attuale, che nel 50% dei casi risulta aggravato dalla progressione della patologia o semplicemente dall’avanzare dell’età. In parole povere  i drammi di decenni di vita da certificare in 15 giorni. Per non parlare – prosegue De Luca- del telefono e fax dell’ INPS andato in tilt, con imbarazzo degli operatori di una società di un call-center, che non sanno a quale santo rivolgersi per rispondere all’ utenza. Altro nodo dolente, alla Commissione INPS non sono stati ammessi associazioni e sindacati a tutela della contro parte, è solo concesso farsi accompagnare da un medico legale, a spese del disabile. Per ironia della sorte alcuni disabili sono venuti a conoscenza, che tutti devono essere sottoposti a visita come da DM 2 agosto 2007, quindi c’è da chiedersi cosa accadrà a chi è riuscito ad inviare un fax con il certificato di invalidità antecedente al 2/8/2007?

L’ INPS risponde che concede il ricorso l’ennesimo danno con relativa beffa ai danni delle persone con handicap. E’ di pochi giorni fa la notizia- dichiara Mario Dany De Luca responsabile Nazionale dipartimento politiche superamento dell’handicap dell’Italia dei Valori- di un cittadino siciliano in stato vegetativo al quale è arrivata la richiesta di verifica da parte dell’Inps nonostante la sua inconfutabile situazione di disabilità avrebbe dovuto escluderlo da altri controlli. Non solo, stanno arrivando delle segnalazioni di persone chiamate a dar conto entro 15 giorni dal ricevimento della comunicazione, della documentazione necessaria per continuare a ricevere la pensione o l’indennità di accompagnamento o entrambe, e sono molti i cittadini chiamati a sottoporsi a doppia visita prima dell’ASL e poi dall’INPS per constare la condizione di disabilità, che fa pensare anche all’inutilità di un membro permanente di medici INPS all’interno delle commissioni della ASL se tanto poi ci si ritroverà a dover effettuare un secondo controllo. Nessuno contesta – prosegue De Luca –il diritto teorico di verificare la persistenza dei requisiti che hanno portato, negli anni passati, una regolare commissione medica, onesta fino a prova contraria, a certificare una percentuale di invalidità tale da comportare l’attribuzione di un beneficio economico, pensione, assegno, o indennità di accompagnamento. Ma questo controllo, va ricordato, è finalizzato esclusivamente a smascherare falsi invalidi, ossia persone che stanno truffando lo Stato perché sono state aiutate, in questa truffa, da medici compiacenti o collusi, o corrotti, non abbiamo ancora notizia di una sola denuncia nei confronti di medici di questo tipo. I controlli stanno arrivando a tutti dai malati di SLA a poliomielitici di vecchia data, persone allettate, paraplegici, tetraplegici e via discorrendo, tutti chiamati a presentarsi davanti alle commissioni. Sarebbe interessante sapere adesso dopo tre mesi di controlli quali effetti stanno producendo alle casse dello Stato, visto che gli effetti sui disabili e le loro famiglie sono sotto gli occhi di tutti, solo la grande stampa che dapprima spende grandi titoli per la task force contro il falso invalido si dimentica poi di verificare effetti e modalità d’intervento.


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