LEGGE DI STABILITA’, MA PER CHI?

Pubblicato nella categoria Comunicati stampa, Disabilità, Terzo Settore giovedì 25 novembre 2010

Roma 23 novembre 2010. Dopo l’azzeramento del Fondo Nazionale per la non autosufficienza, dopo la drastica riduzione del Fondo per le Politiche Sociali , dopo il taglio al Fondo Nazionale per il Diritto al lavoro dei disabili e dopo la distruzione di quanto si è cercato di costruire in questi anni in termini di inclusione sociale per le persone con disabilità, adesso anche la volontà dei cittadini non viene rispettata. Infatti, per fare quadrare i conti elettorali di un governo ormai alla fine, si è deciso di ridurre del 75% rispetto allo scorso anno il fondo connesso al 5 per mille destinato alle associazioni di volontariato. I fondi destinati alle Onlus sono passati da 400 milioni di euro a 100 milioni, ben 300 milioni in meno, quindi, tutti quei cittadini che nel momento della dichiarazione dei redditi esprimono la volontà di destinare i loro soldi per gli anziani, i disabili, per la ricerca, per il volontariato ecc… devono sapere che quei soldi andranno nelle tasche delle scuole private e devono sapere che in questo modo tutto il terzo settore rischia di scomparire definitivamente e con lui verranno drasticamente ridotte anche le attività culturali e i progetti universitari di ricerca. La vicenda in questo momento è nelle mani del Senato, che dovrà correre ai ripari se vorrà evitare questa sciagura, ma con il clima politico generale e la maggioranza in profonda crisi, il rischio che questi fondi non vengano ripristinati è davvero troppo concreto. Qualcuno ha anche provato a placare le proteste dell’associazionismo dicendo che i 100 milioni di euro sono un “acconto” e che il saldo arriverà.

Intanto il terzo settore ha inviato una petizione al Parlamento Italiano e ai presidenti della Camera e del Senato. Il documento è anche online , il sito si chiama: Io non ci sto e ogni giorno si aggiungono nuovi firmatari. Al momento le adesioni sono circa 70.000. Altre iniziative di questo tipo sono state promosse anche da associazioni e gruppi di associazioni. Alla petizione promossa dal settimanale Vita e dal Forum del Terzo Settore hanno già aderito oltre 10.000 persone, tra i firmatari degli appelli figurano Emergency, Libera, Gruppo Abele, Greenpeace, Coordinamento Italiano Network internazionali, Medici senza Frontiere, Amnesty International, Telethon, Unicef, Save The Children e scusate se è poco.

Se non verranno ripristinati questi fondi migliaia di persone si ritroveranno senza assistenza, e si è bene dirlo una volta per tutte che, quando si parla di volontariato si parla di servizi resi ai cittadini, si parla di assistenza agli anziani, ai disabili, alle famiglie indigenti, si parla di aspettative di vita di persone svantaggiate, si parla di un lavoro svolto dal no profit che la maggior parte dei casi va a sostituire le carenze di uno stato sociale latitante, non più come si pensa una rete di sostegno a lavoro delle istituzioni o degli enti locali, non solo un supporto ma una vera e propria presa in carico di persone. Allora penso, come faranno tutti quei cittadini che vivono o sopravvivono grazie al lavoro di queste organizzazioni? Come è possibile che il governo non si renda conto della gravità di questo scippo? ma forse la risposta è sempre la stessa. L’universo del associazionismo non risponde a logiche elettorali e di questi tempi il bottino è meglio metterlo in bacini sicuri.


“Disabili, Falsi invalidi e controlli dalla crociata alla via Crucis”

Pubblicato nella categoria Comunicati stampa giovedì 11 novembre 2010

Roma 2 novembre 2010. E’ allarmante il silenzio che i grandi mezzi d’informazione stanno conducendo rispetto al problema delle verifiche attuate dalle nuove misure di Governo (DM 2 agosto 2007)  portate avanti dall’Inps, sulla condizione di disabilità dei cittadini portatori di handicap, che usufruiscono dell’indennità di accompagnamento e della pensione di invalidità.

Per comprendere i disagi e le umiliazioni alle quali sono sottoposti in questi giorni i disabili, è sufficiente recarsi presso le sedi INPS, e li che si svolge la via Crucis dei disabili con famiglie   al seguito. Le segnalazioni provenienti dalle associazioni e dai familiari di persone disabili sono innumerevoli, i disagi all’ordine del giorno, come ad esempio: lettere recapitate nei mesi di luglio e agosto con termine ultimo di 15 giorni, tempo utile concesso dall’ INPS per certificare lo stato di handicap attuale, che nel 50% dei casi risulta aggravato dalla progressione della patologia o semplicemente dall’avanzare dell’età. In parole povere  i drammi di decenni di vita da certificare in 15 giorni. Per non parlare – prosegue De Luca- del telefono e fax dell’ INPS andato in tilt, con imbarazzo degli operatori di una società di un call-center, che non sanno a quale santo rivolgersi per rispondere all’ utenza. Altro nodo dolente, alla Commissione INPS non sono stati ammessi associazioni e sindacati a tutela della contro parte, è solo concesso farsi accompagnare da un medico legale, a spese del disabile. Per ironia della sorte alcuni disabili sono venuti a conoscenza, che tutti devono essere sottoposti a visita come da DM 2 agosto 2007, quindi c’è da chiedersi cosa accadrà a chi è riuscito ad inviare un fax con il certificato di invalidità antecedente al 2/8/2007?

L’ INPS risponde che concede il ricorso l’ennesimo danno con relativa beffa ai danni delle persone con handicap. E’ di pochi giorni fa la notizia- dichiara Mario Dany De Luca responsabile Nazionale dipartimento politiche superamento dell’handicap dell’Italia dei Valori- di un cittadino siciliano in stato vegetativo al quale è arrivata la richiesta di verifica da parte dell’Inps nonostante la sua inconfutabile situazione di disabilità avrebbe dovuto escluderlo da altri controlli. Non solo, stanno arrivando delle segnalazioni di persone chiamate a dar conto entro 15 giorni dal ricevimento della comunicazione, della documentazione necessaria per continuare a ricevere la pensione o l’indennità di accompagnamento o entrambe, e sono molti i cittadini chiamati a sottoporsi a doppia visita prima dell’ASL e poi dall’INPS per constare la condizione di disabilità, che fa pensare anche all’inutilità di un membro permanente di medici INPS all’interno delle commissioni della ASL se tanto poi ci si ritroverà a dover effettuare un secondo controllo. Nessuno contesta – prosegue De Luca –il diritto teorico di verificare la persistenza dei requisiti che hanno portato, negli anni passati, una regolare commissione medica, onesta fino a prova contraria, a certificare una percentuale di invalidità tale da comportare l’attribuzione di un beneficio economico, pensione, assegno, o indennità di accompagnamento. Ma questo controllo, va ricordato, è finalizzato esclusivamente a smascherare falsi invalidi, ossia persone che stanno truffando lo Stato perché sono state aiutate, in questa truffa, da medici compiacenti o collusi, o corrotti, non abbiamo ancora notizia di una sola denuncia nei confronti di medici di questo tipo. I controlli stanno arrivando a tutti dai malati di SLA a poliomielitici di vecchia data, persone allettate, paraplegici, tetraplegici e via discorrendo, tutti chiamati a presentarsi davanti alle commissioni. Sarebbe interessante sapere adesso dopo tre mesi di controlli quali effetti stanno producendo alle casse dello Stato, visto che gli effetti sui disabili e le loro famiglie sono sotto gli occhi di tutti, solo la grande stampa che dapprima spende grandi titoli per la task force contro il falso invalido si dimentica poi di verificare effetti e modalità d’intervento.


DISABILITA’: “TRA CLASSI DIFFERENZIATE E RUPE TARPEA; LA SCUOLA PERDE I PEZZI E I DISABILI LA LORO DIGNITA’”

Pubblicato nella categoria Comunicati stampa, Disabilità giovedì 11 novembre 2010

Roma 24 ottobre 2010. Infiamma la polemica per dichiarazioni del Presidente della Provincia di Udine, nonché esponente leghista, sulla necessità di rintrodurre le classi differenziate per gli alunni disabili, perché, a suo dire “rallentano il percorso scolastico degli altri alunni”. Tra prese di distanza e contestazioni, anche dalla sua stessa parte politica, continua ad insidiarsi un pensiero pericoloso, quello di emarginare i disabili dalla vita sociale limitandone l’integrazione. Così Mario Dany De Luca responsabile nazionale dipartimento politiche per superamento dell’handicap dell’Italia dei Valori, interviene sull’inquietante scenario che si sta delineando sulle problematiche dell’handicap: “ Quanto affermato dal Presidente della provincia di Udine fa eco a quanto dichiarato non molto tempo fa da un professore del conservatorio di Milano, che sosteneva il ritorno alla Rupe Tarpea. Dichiarazioni inquietanti e discriminatorie che devono far riflettere sull’andamento civile e morale di questo Paese. Anche se non si volesse dar peso a dichiarazioni di questo tipo- commenta De Luca- dette e poi smentite dal solito “sono stato frainteso”, non possiamo non vedere qual’ è la realtà di migliaia di famiglie, mamme e familiari di persone disabili che si trovano a vivere e a lottare per la salvaguardia dei  propri diritti. A Roma ad esempio è iniziata la protesta nelle scuole in cui anno dopo anno diminuiscono gli insegnanti di sostegno per gli alunni con handicap. In sostanza quelle affermazioni smascherano l’idea di istruzione e integrazione scolastica che la destra sta introducendo, non bisogna per forza cambiare le leggi per avere gli effetti desiderati a volte basta svuotare le leggi esistenti del loro contenuto come sta accadendo nella scuola pubblica con la scusa dei tagli nell’istruzione. Quello che si sta portando avanti da molto tempo è quanto di più vile si possa fare, più degli attacchi all’indennità d’accompagnamento, più dell’affondo sulle pensioni d’invalidità, più ancora della mancanza di fondi per le politiche sociali, perché non investire sull’integrazione e l’assistenza scolastica significa tarpare le ali ai bambini e ragazzi, al loro futuro e alla loro dignità costringendoli ad essere sempre dei cittadini di serie B.


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