La sanità del Lazio nel rapporto Osservasalute 2009
Lo scorso sedici marzo è stato presentato il rapporto Osservasalute 2009, a cura della Direzione Scientifica dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma (qui una sintesi in riferimento al Lazio).
Per citare alcuni spunti, nella nostra regione si registrano carenze per quanto riguarda i programmi di prevenzione (in particolare
lo screening mammografico), la mortalità neonatale è più alta della media nazionale e così risulta anche il numero degli aborti. Inoltre – ed è uno dei dati più rilevanti – il Lazio è la Regione d’Italia con il peggior disavanzo sanitario e ha accumulato il maggior disavanzo pro capite dal 2001 (2036 euro).
Sul problema della spesa sanitaria la candidata del centro-destra Renata Polverini mostra una costante superficialità, che a tratti rasenta una vera e propria ignoranza. Ne è un esempio l’ultima dichiarazione circa il piano di rientro, per il quale sarebbe opportuna una “rimodulazione”. Peccato che, come le ha gentilmente ricordato la Bonino, il piano è scaduto a febbraio, e quello nuovo dovrà essere discusso sulla base di criteri precisi previsti dal Patto della salute sottoscritto dal Governo e dalle Regioni il 3 dicembre scorso. La rimodulazione del Piano di rientro da parte del nuovo presidente non è quindi un’opzione, ma un obbligo.
È anche attraverso queste sciatterie – ripetute ormai con una certa costanza – che la candidata del centro-destra lascia scorgere una superficialità preoccupante, che si impone con sempre più evidenza a caratteristica del suo intero programma politico.
La protesta dei genitori dei bambini disabili davanti al ministero della pubblica istruzione cerca di rompere il silenzio e di dar valore ai nostri diritti. Entriamo nelle istituzioni per far riconoscere i nostri diritti. Diffondiamo informazioni su ciò che accade. La nostra voglia di essere ascoltati e di cambiare è la nostra forza.
Piccoli smistati tra le classi, disabili col sostegno dimezzato e ragazzini in giro per la scuola con la sedia tra le mani alla ricerca di un insegnante che li ospiti. 

Il 25 marzo a Roma si terrà un concerto di beneficenza organizzato dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia per finanziare le attività di Amnesty International e in particolare la campagna “Io pretendo dignità”, con lo scopo di combattere la povertà attraverso la promozione e la protezione dei diritti umani. Un momento per condividere un tema importante che riguarda tutti noi, anche se spesso ci sembra lontano
Mercoledì 24 marzo parteciperò a un importante convegno nel quale si discuterà del futuro della nostra sanità regionale con un soggetto di particolare importanza come i centri di tecnica ortopedica.
Nasce a Roma il primo Centro italiano per i bambini autistici e le loro famiglie. Il Centro ha sede nel complesso dell’Opera don Calabria ed è frutto della collaborazione tra la Fondazione Handicap ”Dopo di Noi”, Ospedale Pediatrico Bambino Gesu’ e Opera don Calabria di Roma. Una notizia importante in una città complessa come Roma, dove il rischio di dispersione e di isolamento è alto. Perché questa esperienza non rimanga isolata dobbiamo fare di più. I portatori di disabilità fisica o mentale non possono rimanere soli. E nemmeno le loro famiglie. Dobbiamo lavorare tutti insieme affinché i nostri diritti vengano riconosciuti.
Grazie ad un accordo tra IBM e Comune di Nettuno, le informazioni sull’accessibilità di uffici, ristoranti, negozi e sui percorsi agevolati per raggiungerli saranno immediatamente disponibili sui telefonini dei suoi abitanti o dei turisti con disabilità motoria e – in un secondo tempo – ai non vedenti. Un esempio di come una buona amministrazione possa offrire un servizio semplice e utile che permetta a tutti di vivere la città.

Gli spazi televisivi che mancano e il grande pubblico che fatica vedere le paraolimpiadi senza un velo di pietismo negli occhi. Siamo esseri umani e atleti, prima che disabili.
Inaugurato qualche giorno fa nel XII Municipio, nel nuovo centro diurno messo a disposizione dalla Asl Roma C i giovani potranno frequentare gruppi psicoterapeutici ma anche laboratori d’arte. Un’iniziativa importante che però non risolve i disagi dei giovani disabili, spesso isolati e privi di un contesto in cui crescere e di un gruppo con cui confrontarsi. Per trasformare Roma e il Lazio in poli avanzati di inclusione e di fruizione di diritti fondamentali, l’apertura di questi spazi dovrà essere la normalità. Perché normale è che tutti possano godere di servizi erogati dal proprio comune, senza dover ricorrere a costose strutture private.
“Se sono disabile al 100% devo sperare nella mia famiglia e nella generosità di qualche istituzione caritatevole perché se faccio affidamento sullo Stato non duro neanche un mese”. Un breve riflessione del giornalista Andrea Rapaccini sulle lacune di uno Stato che c’è, ma non per tutti.