Lettera aperta a Mario Dany De Luca
Caro Mario,
Conoscevo il termine “ disabilità” ma lavorando presso la Fondazione Santa Lucia i miei occhi si sono spalancati su un mondo nuovo, vero, doloroso e difficile fatto di persone splendide che lottano ogni giorno per vedere rispettati i più semplici ed elementari diritti. Bambini e genitori, uomini e donne in un turbine di soprusi e difficoltà quotidiane ma con grinta ed entusiasmo invidiabili.
Poi sei arrivato anche tu!
In molti ti conoscevano già, sia per la tua partecipazione sportiva, ma, soprattutto per il tuo impegno politico in ambito sociale. Io da elettrice di sinistra, come tanti, in questo periodo sto vivendo l’assoluta INCERTEZZA, quella che ti fa pensare che da fare, c’è ben poco, tanto che dalle mie origini siciliane emergono sempre più prepotenti le parole del buon Tomasi di Lampedusa:” Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi!” … quanta triste ed attuale verità!
E allora, talmente scoraggiata, anche da vicende politiche che ci vedono coinvolti come lavoratrici e lavoratori della Sanità d’ E C C E L L E N Z A, che il pensiero va subito alla scelta più semplice, per queste elezioni , NON VADO A VOTARE! E poi? Lascio ancora una volta agli Altri anche il mio destino, di donna, di madre e di lavoratrice?
Rifletto: NO, NO, NO, non posso farlo e riesco a trovare le ragioni.
Non ti conoscevo, ma alle numerose domande che ti ho posto, Tu hai risposto e semplicemente, mi sei piaciuto! Ti ho ascoltato e osservato e ho sentito coerenza e per questo:
PRIMA DI MOLLARE VOGLIO POTER DIRE ALLE MIE FIGLIE DI AVER FATTO TUTTO IL POSSIBILE PER CONTRASTARE E DIFENDERCI DA QUELLO CHE CI OPPRIME PRIMA DI MOLLARE VOGLIO ANCORA GUARDARE NEGLI OCCHI QUELLI CHE HANNO SCRITTO PROMESSE MAI MANTENUTE;
PRIMA DI MOLLARE VOGLIO DARE A TE IL MIO SUPPORTO E CONTRIBUTO POICHE’ LA VERA DISABILITA’ E’ QUELLA DEGLI ATTUALI POLITICI INCAPACI DI VEDERE OLTRE I PERSONALI INTERESSI, PREOCCUPATI SOLO DELLA POLTRONA PIUTTOSTO CHE LA CURA DI UN PAESE FATTO DI PERSONE CHE MERITEREBBERO QUALCOSA DI PIU’ CHE LA SOPRAVVIVENZA.
METTICELA TUTTA ANCHE PER NOI CHE VOGLIAMO ANCORA CREDERE!
Grazie
Giusy