Ciechi e ipovedenti temono l’uso della metropolitana

Pubblicato nella categoria Noi sul web venerdì 26 marzo 2010

comunità virtualeCome possiamo vivere questa città e sentirci parte di una comunità? Una delle risposte (e, forse, anche la più semplice da risolvere) è migliorare l’accessibilità ai disabili del trasporto pubblico. Questo lo scopo del monitoraggio e del sopralluogo delle linee A e B della metropolitana di Roma effettuate dal presidente provinciale dell’UIC, Marcello Iometti, e dal presidente dell’ANMIC, Luca Pancalli, in collaborazione con il Comune e l’Agenzia per il Controllo e la Qualita’ dei Servizi Pubblici Locali di Roma.
Dai controlli effettuati è emersa una realtà critica. Per una persona cieca o ipovedente fruire del servizio offerto dalla metro e’ difficoltoso, tanto che il giudizio del monitoraggio al massimo raggiunge e’ la sufficienza nonostante gli interventi per questa categoria di disabili siano molto meno invasivi, rispetto ai disabili motori, e molto piu’ facili da realizzare. Permangono invece forti criticita’ su progettazione e posa in opera dei percorsi tattili e sugli annunci vocali all’interno delle vetture.

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Congo, una storia straordinaria per crescere

Pubblicato nella categoria Noi sul web venerdì 26 marzo 2010

rep_congoSul fiume Congo è un continuo flusso, regolare, di battelli carichi di merci che vanno da Kinshasa a Brazzaville e viceversa; gran parte di questo traffico è controllato da commercianti che si spostano su sedia a rotelle: quelli che Arnaud Zajtman e Marlène Rabaud di France24 hanno definito come i «re del commercio», persone disabili che tentano di sfuggire a un destino da mendicanti nel centro dell’Africa.

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L’autismo infantile

Pubblicato nella categoria Cooperazione Sociale, Disabilità giovedì 25 marzo 2010

Riceviamo e pubblichiamo

L’autismo viene definito come un disturbo pervasivo dello sviluppo che si manifesta entro il terzo anno di età, associato a gravi deficit nelle aree della comunicazione, dell’interazione sociale, dell’immaginazione ed a problemi di comportamento.

autismI disturbi della comunicazione riguardano il linguaggio sia verbale che non verbale; circa il 50% degli individui con autismo non acquisisce il linguaggio e, chi lo apprende lo fa tardivamente tra i 5 ed i 9 anni. Se il linguaggio è presente, spesso è ripetitivo e caratterizzato da ecolalie, inversione pronominale e da anomalie nell’intonazione, nell’altezza e nel ritmo della voce. Vi è un’incapacità nell’iniziare una conversazione, nel mantenerla e nel rispettarne la reciprocità.

Gli indicatori comportamentali della compromessa interazione sociale sono: scarso uso degli sguardi diretti, della mimica facciale e dei gesti che regolano l’interazione sociale; difficoltà nel prendere parte alla reciprocità dell’interazione sociale e nel prendere l’iniziativa nel rapportarsi agli altri; mancanza di giochi di simulazione.

Le difficoltà di comportamento sono visibili in auto ed etero aggressività, iperattività fisica accentuata, ipersensibilità alle variazioni dell’ambiente circostante o delle figure di riferimento affettivo. Sono presenti comportamenti ripetitivi e stereotipati, che possono manifestarsi in piccoli manierismi motori (sfarfallio delle mani, torsioni del capo) come in complessi movimenti di tutto il corpo (dondolarsi, camminare in punta di piedi, ecc.). Altre modalità di comportamento tipiche sono: dedizione persistente ad interessi ristretti e stereotipati; sottomissione ad abitudini o rituali specifici; eccessivo interesse per parti di oggetti.

Insieme a tutto questo, nella vicinanza sincera con i ragazzi autistici è  possibile scoprire un mondo interno spesso ricco in cui, a tanti limiti e difficoltà, si uniscono il desiderio di vicinanza, una consapevolezza più o meno elevata del mondo che il circonda ed una grande capacità  di affidarsi a quanti, con cura, si occupano di loro e della loro crescita.

Associazione il Filo della Torre


Laureati: disoccupazione e povertà in aumento. Un paese da cambiare in fretta

Pubblicato nella categoria Noi sul web giovedì 25 marzo 2010

graduateUn paese da cambiare, questo il punto di partenza. Una strada in faticosa salita: minori opportunità di lavoro e buste paga più leggere per i laureati, cioè i futuri cittadini di questa povera Italia. Questo l’allarme del 12° rapporto Almalaurea, secondo il quale nel 2009 è aumentato del 22% (contro il 16,5% dell’anno precedente) il tasso di disoccupazione tra i laureati triennali, che hanno sempre più difficoltà a trovare un impiego a causa della convinzione che siano poco preparati perché hanno studiato di meno. Un trend che dev’essere invertito immediatamente. Non c’è tempo da perdere.

Il Rapporto di Almalaurea


La città è di tutti! I mille abusi da demolire nell’Appia antica

Pubblicato nella categoria Noi sul web giovedì 25 marzo 2010

appia-antica[1]Legalità, legalità, legalità. In una città che dovrebbe essere di tutti ecco le cose che non vanno. A partire dall’abusivismo irrisolto che devasta molte aree di Roma. Un interessante articolo di Repubblica.it per farci riflettere su ciò che avviene nella nostra città. E su ciò che c’ da cambiare.

L’articolo di Repubblica.it


Mario De Luca intervistato da Roma Salute News

Pubblicato nella categoria rassegna stampa mercoledì 24 marzo 2010

“Santa Lucia, follia chiudere”

Roma salute news pag.4

Roma salute news pag.1


La disperazione che uccide

Pubblicato nella categoria Noi sul web mercoledì 24 marzo 2010

lavoroE’ di lunedì la notizia. Ma la sua drammaticità ci accompagna ogni giorno. Tre fratelli, muratori di mestiere, minacciano il suicidio (due cospargendosi di benzina e uno salendo su una gru) perché senza stipendio da 4 mesi. Il titolare dell’impresa per cui lavoravano aveva dato loro degli assegni scoperti e i tre, senza alcun denaro con cui vivere, sono stati spinti dalla disperazione ad un gesto così estremo. Mi chiedo quale paese stiamo costruendo e quale futuro esso possa avere. E’ ora di cambiare. Tutti insieme.


La forza della disabilità

Pubblicato nella categoria Noi sul web mercoledì 24 marzo 2010

laura-e-juri1Per chi come noi si batte da anni per valorizzare le risorse umane che ci circondano, indipendentemente da chi siano e da dove vengano, la storia di Juri Roverato è una boccata di aria fresca. Padovano di 33 anni, Juri è un danzatore professionista e insegnante di DanceAbility. Un insegnante particolare, guardando la scena italiana, perché Juri è affetto da tetraparesi spastica grave (distonia). Eppure Juri ha praticato arti marziali (Qwan qwi do) e ha partecipato nel 2001 al primo corso europeo di formazione insegnanti di Danceability. E’ laureato in Storia della filosofia Morale su Ortega y Gasset con la tesi “Gioco e Sport”, scrive racconti, storie, saggi sulla Danceability e su altri argomenti, di cui alcuni sono stati pubblicati. Ha partecipato come danzatore allo spettacolo di apertura delle Paraolimpiadi di Torino 2006.


Francesca, Alex, Lauren. Disabili? No, solo sportivi

Pubblicato nella categoria Noi sul web martedì 23 marzo 2010

paraolimpiadiStorie vere, storie importanti, storie possibili. “Mai sentita disabile”. Francesca Porcellato vince l’oro nello sprint del fondo per l’Italia ed “è – come scrive il Corriere.it – la bellezza dello sport. Non di quello paralimpico. Dello sport”. Lauren Woolstencroft non ha le gambe e un braccio, scende in discesa libera a quasi 100 km l’ora ed è la miglior sciatrice con disabilità nel mondo: cinque ori in tutte le specialità dell’alpino. Zanardi ha vinto con record (1.15’53’’) la maratona di Roma con la sua handbike, la bici che si guida con le braccia. Storie che dobbiamo conoscere, promuovere. E che ti riempiono di speranza e coraggio.

Leggi l’articolo sul Corriere.it


Lettera aperta a Mario Dany De Luca

Pubblicato nella categoria In primo piano martedì 23 marzo 2010

Caro Mario,
Conoscevo il termine “ disabilità” ma lavorando presso la Fondazione Santa Lucia i miei occhi si sono spalancati su un mondo nuovo, vero, doloroso e difficile fatto di persone splendide che lottano ogni giorno per vedere rispettati i più semplici ed elementari diritti. Bambini e genitori, uomini e donne in un turbine di soprusi e difficoltà quotidiane ma con grinta ed entusiasmo invidiabili.
Poi sei arrivato anche tu!
In molti ti conoscevano già, sia per la tua partecipazione sportiva, ma, soprattutto per il tuo impegno politico in ambito sociale. Io da elettrice di sinistra, come tanti, in questo periodo sto vivendo l’assoluta INCERTEZZA, quella che ti fa pensare che da fare, c’è ben poco, tanto che dalle mie origini siciliane emergono sempre più prepotenti le parole del buon Tomasi di Lampedusa:” Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi!” … quanta triste ed attuale verità!
E allora, talmente scoraggiata, anche da vicende politiche che ci vedono coinvolti come lavoratrici e lavoratori della Sanità d’ E C C E L L E N Z A, che il pensiero va subito alla scelta più semplice, per queste elezioni , NON VADO A VOTARE! E poi? Lascio ancora una volta agli Altri anche il mio destino, di donna, di madre e di lavoratrice?
Rifletto: NO, NO, NO, non posso farlo e riesco a trovare le ragioni.
Non ti conoscevo, ma alle numerose domande che ti ho posto, Tu hai risposto e semplicemente, mi sei piaciuto! Ti ho ascoltato e osservato e ho sentito coerenza e per questo:
PRIMA DI MOLLARE VOGLIO POTER DIRE ALLE MIE FIGLIE DI AVER FATTO TUTTO IL POSSIBILE PER CONTRASTARE E DIFENDERCI DA QUELLO CHE CI OPPRIME PRIMA DI MOLLARE VOGLIO ANCORA GUARDARE NEGLI OCCHI QUELLI CHE HANNO SCRITTO PROMESSE MAI MANTENUTE;
PRIMA DI MOLLARE VOGLIO DARE A TE IL MIO SUPPORTO E CONTRIBUTO POICHE’ LA VERA DISABILITA’ E’ QUELLA DEGLI ATTUALI POLITICI INCAPACI DI VEDERE OLTRE I PERSONALI INTERESSI, PREOCCUPATI SOLO DELLA POLTRONA PIUTTOSTO CHE LA CURA DI UN PAESE FATTO DI PERSONE CHE MERITEREBBERO QUALCOSA DI PIU’ CHE LA SOPRAVVIVENZA.

METTICELA TUTTA ANCHE PER NOI CHE VOGLIAMO ANCORA CREDERE!

Grazie
Giusy


Le cooperative sociali manifestano per il riconoscimento del diritto alla sicurezza del lavoro e per il ripristino della legalità

Pubblicato nella categoria Comunicati stampa lunedì 22 marzo 2010

Oggi hanno nuovamente manifestato  le Cooperative Sociali integrate vilmente attaccate dalla giunta del Sindaco Gianni Alemanno. Mario De Luca, Responsabile Regionale Dipartimento Welfare e Lavoro nel partecipare alla manifestazione in Campidoglio ha così commentato – E’ dal mese di novembre del 2009 che i lavoratori delle Cooperative Sociali chiedono il rispetto degli impegni assunti dal Sindaco anche attraverso la delibera 124/09.  A causa dell’indifferenza di questa Amministrazione nei confronti del mondo del sociale oggi i lavoratori sono costretti a scendere nuovamente in piazza. Non è bastato dunque superare i mille ostacoli che il Sindaco ha imposto alle Cooperative, cambiando anche le carte in tavola per favorire le strutture a lui amiche e lasciando escluse realtà che da anni si battono per l’integrazione e il diritto ad una vita dignitosa di 400 lavoratori di cui 270 tra persone disabili, ex detenuti, immigrati e categorie svantaggiate. Questi giochi di potere politico – prosegue Mario De Luca -  stanno trascinando un intero insostituibile settore nel baratro dell’incertezza economica e lavorativa. Le Cooperative assicurano una mobilitazione permanente, tant’è che cinque persone hanno iniziato lo sciopero della fame, affinché rimanga acceso il riflettore su questa sconcertante vicenda che vede come sempre lesi i diritti delle fasce più deboli di questa città.


Maa. La disabilità entra in scena a Bollywood

Pubblicato nella categoria Noi sul web lunedì 22 marzo 2010

pellL’inclusione sociale parte anche da una pellicola. Un gruppo di disabili può produrre un film brillante di successo al botteghino? Sicuramente sì. Questa la sfida di Bollywood: un film unico nel suo genere non solo per la trama ma perché si avvale di un cast interamente composto da disabili. Fatima Beevi, regista della pellicola, ha coordinato dalla sua sedia a rotelle il lavoro di attori, direttore della fotografia e ballerini tutti indistintamente disabili. L’unica eccezione – per esigenze di copione – due degli interpreti del cast.


Acqua pubblica. La forza delle nostre idee

Pubblicato nella categoria Noi sul web lunedì 22 marzo 2010

acquaOggi si festeggia il giorno mondiale dell’acqua. Un bene fondamentale che hanno deciso di privatizzare, di rendere meno accessibile, di negare. A più di un mese dall’emanazione del decreto Ronchi che ha stabilito la privatizzazione delle aziende idriche, sabato Roma è scesa in piazza. Un lungo corteo per dire “no alla privatizzazione dell’acqua”. Migliaia di facce, di giovani e meno giovani, donne e uomini, insieme per rivendicare che i nostri diritti non si toccano.


Nel Terzo settore il lavoro deve essere migliore

Pubblicato nella categoria In primo piano, Terzo Settore venerdì 19 marzo 2010

volontariatoAnche il lavoro nel Terzo settore di Roma e del Lazio deve trovare una dimensione dignitosa che sappia assicurare un alto livello di qualità dei servizi ed una condizione occupazionale adeguata e certa nel tempo, che valorizzi le professioni e le Imprese.

L’intero settore è composto da differenti identità aziendali che caratterizzano altrettanti ambiti lavorativi, disomogenei nelle strutture e nelle dimensioni, con una forte diffusione delle Imprese cooperative sociali.

Il Settore, non avendo una normativa organica di riferimento, oltre ad essere disomogeneo è anche condizionato da una disattenzione, culturale e di sistema, degli Enti pubblici committenti, regionali e locali, quasi sempre affidatari delle attività del settore.

La crisi economica del momento e la necessità storica delle Amministrazioni pubbliche di contenimento dei propri bilanci, quasi sempre determina una condizione generale delle attività di servizio, tendente al risparmio, caratterizzata da una inadeguatezza dei salari, dai ritardi di pagamento delle commesse di lavoro e da una permanente incertezza occupazionale, che attraversa l’intero Settore da sempre.

Eppure queste Imprese del Terzo settore hanno un valore sociale importante ed i loro lavoratori sono spesso espressione di una Imprenditoria sociale difficile da gestire, a volte contraddittoria nella qualità del lavoro e dei servizi, anche per le condizioni date. In alcuni casi la conduzione è lucrativa a vantaggio di pochi e questo disturba l’immagine dell’intero comparto.

Altre realtà sociali di lavoro, essendo espressione anche culturale dei diversi territori, non possiamo considerarle in funzione di una concorrenza di mercato, essendo, queste piccole aziende, manifestazione di una intera generazione di Imprenditori di Roma e del Lazio, che hanno inventato proprio gli stessi servizi che oggi governano. Per loro dobbiamo, nei casi di crisi aziendale, una soluzione che consideri la difficile occupabilità di queste lavoratrici e lavoratori, in altri settori produttivi.

Nel settore, il principio della concorrenza di mercato, costringe le Imprese ad un esercizio competitivo con la riduzione dei costi dei servizi, contraendo i diritti economici e normativi, con bassi guadagni degli occupati, con l’utilizzo delle normative nazionali del momento, che frammentano oltremodo le forme di lavoro possibili.

Per il settore, l’utilizzo di queste flessibilità contrattuali, è un danno perché queste scelte, anche se talvolta di necessità, generano insoddisfazione e precarietà sospingendo gli addetti verso altri campi occupazionali migliori, rimuovendo l’interesse per il comparto, determinando l’esodo di figure professionali, compresi i ruoli dirigenziali. Per dare un buon servizio il settore deve avere una buona occupazione, che possiamo ottenere solo con un adeguato investimento pubblico, diversamente da quanto accade.

Il forte contenimento dei costi previdenziali, adottato sino a poco tempo nella cooperazione sociale, ha prodotto una generazione di futuri pensionati cooperatori con basso reddito, per i quali dobbiamo porre attenzione e rimedio, come dobbiamo superare la forte presenza di forme di lavoro molto diverse da quelle subordinate dei nostri padri.

Negli affidamenti dei servizi, socio-sanitari, assistenziali ed educativi della nostra Regione, l’affermazione di sostegno al settore, anche attraverso l’inserimento di clausole sociali di garanzia delle Imprese sociali, deve essere una condizione diffusa e non più una necessità imprenditoriale disattesa.

Abbiamo bisogno di un sostegno a questa Imprenditoria sociale, in linea con le normative europee, con l’assegnazione di risorse misurate per tipologia di servizio, con un riconoscimento congruo dei costi di gestione, con riguardo all’inserimento lavorativo di persone con svantaggio sociale e con un rigoroso e costante adeguamento Contrattuale dei costi del lavoro, da parte dei Committenti pubblici, esattamente così come prevede la Legge.

C’è bisogno di legalità anche nella gestione degli appalti, con norme che sappiano eliminare la concorrenza sleale per la quale troppo spesso le aziende assumono gli incarichi di lavoro contravvenendo alle previsioni progettuali per le quali hanno ottenuto la gestione, declassando i salari degli addetti. Dobbiamo occuparci della illegalità o della ricattabilità di alcune condizioni di lavoro, per farne anche una questione morale.

La legalità si persegue anche applicando una congruità economica delle basi d’asta, migliorando i tempi di pagamento delle commesse e la durata degli affidamenti, insieme alla rivalutazione dei costi in fase di gestione.

La formazione, la riqualificazione degli Operatori Socio Sanitari e la loro occupabilità nei diversi campi del settore è una questione prioritaria che dobbiamo affrontare compiutamente, insieme alla modernizzazione delle Imprese per un adeguamento delle proprie attività, in aderenza alle nuove necessità sociali.

Valorizzare il Settore significa anche dare un sostegno importante agli utenti dei nostri servizi e al loro futuro, quando le loro famiglie di origine non avranno più la possibilità di sostenerli.

Questo è una parte del lavoro da realizzare. Per arrivare, per migliorare le Imprese, il lavoro degli Operatori e i servizi, dobbiamo costruire un’azione di sistema, con il concorso di tutti i soggetti rappresentativi del settore, per dare vita ad una Legge regionale di riferimento per il Terzo settore, che comprenda anche l’insieme di quanto affermiamo.

Vogliamo provarci.


Un ambulatorio accessibile a tutti. L’esempio dell’ospedale Sant’Anna di Torino

Pubblicato nella categoria Noi sul web venerdì 19 marzo 2010

santanna01gSembra un paradosso parlare di accessibilità negli ospedali. Ma in Italia non è così, almeno non dappertutto. Da tre anni è attivo presso l’ospedale Sant’Anna di Torino un ambulatorio pensato per donne con disabilità fisica o psichica. Una realtà semplice ma funzionale nata in seguito alla segnalazione di un paziente che lamentava l’assenza di un tale tipo di struttura. Farsi sentire è importante e, se ascoltati, può avere frutti importanti.
L’articolo su Corriere.it


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